“Per troppe donne la violenza è pane quotidiano”

10636635_570918066385287_1583694474900822098_o“Per troppe donne la violenza è pane quotidiano”: è questo il titolo della campagna di sensibilizzazione promossa dall’associazione di volontariato “Olinda” di Cagli in collaborazione con il Centro antiviolenza provinciale “Parla con noi” (gestito dalla Provincia di Pesaro e Urbino), i Comuni di Cagli, Cantiano, Acqualagna, Serra Sant’Abbondio, Piobbico, Frontone e Apecchio e diversi esercizi commerciali del territorio.

Dal 26 al 31 gennaio, oltre 35 negozi e panifici utilizzeranno per la vendita del pane sacchetti con la scritta “Per troppe donne la violenza è pane quotidiano”, contribuendo così alla riflessione sul tema della violenza sulle donne. Quindicimila i sacchetti che verranno messi in circolazione, in ognuno dei quali saranno riportati i numeri telefonici del Centro antiviolenza.

L’iniziativa, che coinvolge anche l’Ambito sociale 3 ed il distretto sanitario Asur di Cagli, verrà presentata domenica 25 gennaio, alle ore 17, nella Sala del Ridotto del Teatro comunale di Cagli, in un evento aperto a tutti, nel quale interverranno, oltre alle referenti dell’associazione “Olinda”, la responsabile del Centro antiviolenza provinciale “Parla con noi” Graziella Bertuccioli, la coordinatrice del Centro Simona Giommi e Anna Maria Fratesi del distretto sanitario di Cagli, per poi lasciare spazio a letture e testimonianze a cura delle operatrici del Centro antiviolenza.

“La scelta di veicolare il messaggio attraverso il pane – spiega l’associazione Olinda – nasce dalla consapevolezza che si tratta di uno degli alimenti di maggiore consumo e che, quindi, entra più facilmente nelle case proponendo, già all’interno del nucleo familiare, una riflessione sul concetto di violenza, con specifico riferimento a quella di genere. Un’azione necessaria non solo per far sapere che il problema esiste e va affrontato e contrastato, ma soprattutto che ci sono strumenti e persone pronte ad aiutare donne in difficoltà”.

L’iniziativa diventerà così un vero progetto di “rete”, nell’ambito della collaborazione tra istituzioni, operatori, associazioni e imprese avviata dalla Provincia già nel 2009 con la nascita del Centro antiviolenza e portata avanti in sinergia con tanti soggetti pubblici e privati per combattere un fenomeno ancora troppo sottovalutato.

“Ogni donna che subisce violenza deve sapere che non è sola, che esistono luoghi e servizi che possono sostenerla, una rete di aiuto pronta a prendersi cura di lei”.

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