AUGURI NATALIZI DA PARTE DEL PARROCO DON SAURO PROFIRI

Carissimi e amati parrocchiani,
dopo aver vissuto con intensità il tempo giubilare incentrato attorno allo straordinario dono della Misericordia divina considerata dal nostro Papa Francesco come l’architrave che regge –sorregge la chiesa, una domanda sorge spontanea: come abbiamo vissuto questo anno di grazia donatoci dalla chiesa, è stato soltanto un tempo cronologico oppure abbiamo riscoperto e usufruito del sacramento della Misericordia e del Perdono con una buona e santa confessione così da sperimentare da vicino il suo abbraccio di Padre.

Nelle relazioni con il prossimo, in famiglia, nel lavoro, in parrocchia siamo stati almeno in parte misericordiosi, capaci di riconciliazione, abbiamo ricucito quegli strappi che si erano creati dentro e attorno a noi…
E queste domande valgono per tutti- nessuno deve sentirsi esonerato.
Del resto la nostra fede cristiana non è soltanto un insieme di norme e di belle parole ma è soprattutto la risultante di scelte di vita concreta la quale cresce – matura nella misura in cui la condividiamo con gli altri.

Preparandoci in questi giorni al S. Natale, ecco per noi un’altra occasione per crescere nella fede e anche qui possiamo porci delle domande molto concrete:
Dinanzi a tanti messaggi e spot pubblicitari incentrati solamente sull’aspetto commerciale, sappiamo più distinguere il senso –il significato del Natale cristiano da ciò che è puro business ?
Di fronte a tante domande da parte di figli e nepoti circa il perché del Natale, delle luci esterne e interne alle nostre abitazioni, siamo in grado di dare loro spiegazioni cristiane che possano aiutarli in vista del loro futuro ?

Abbiamo bisogno oggi più che mai di riscoprire e far riscoprire il senso vero di ciò che celebriamo altrimenti l’apparenza prevale sulla sostanza e il contenitore diventa più importante del contenuto stesso.

Quindi avvicinandoci al S. Natale che per noi cristiani segna il punto di incontro tra il cielo e la terra, il ponte tra Dio e l’umanità, perché non riproporre all’interno delle nostre abitazioni alcuni segni come il Presepe cogliendo l’occasione per prepararlo insieme ( genitori- figli- nonni)..quanto sarebbe bello- edificante per tutta la famiglia.
Per comprendere meglio l’importanza di questo ultimo pensiero e per non disperdere le nostre radici, almeno per un attimo ripensiamo a quando- da bambini e non solo- i nostri genitori e nonni, con la loro fantasia, ci aiutavano a costruire il “nostro” presepe e nel deporre le statuine ci spiegavano il perché della loro posizione.., e non finiva qui perchè poi la sera, soprattutto durante la novena di natale, si pregava insieme dinanzi a quell’opera d’arte costruita con le nostre mani…ed era veramente bello perché tutta la famiglia si ritrovava unita in preghiera.
E’ pura fiction televisiva ? Reminiscenza di un passato che non esiste più?
Sta a noi non affossare ciò che abbiamo ricevuto, viceversa anche le solennità più importanti dell’anno liturgico come sono quelle di Tutti i Santi, Il Santo Natale, L’Epifania, si ridurranno soltanto alle note feste di Halloween , di Babbo Natale e della Befana che come sappiamo lasciano il tempo che trovano.

Carissimi e amati parrocchiani se vogliamo ancora dirci ed essere cristiani, torniamo al Signore, facciamo tesoro di quei canali di grazia completamente gratuiti che sono i sacramenti perché è da quella fonte che possiamo attingere acqua pulita- sorgiva per noi e per coloro che insieme a noi percorrono la stessa strada.. Non lasciamoci rubare quell’eredità spirituale lasciataci dai nostri genitori.

La Vergine Maria, regina della pace e della famiglia che con il suo Si ci ha donato il Salvatore dell’umanità, vegli su tutti noi, sostenga i nostri anziani e ammalati che ogni giorno soffrono e offrono la loro malattia come preghiera; custodisca la nostre famiglie, i nostri bambini e ragazzi, doni consolazione e speranza a tutti coloro che a causa di questa crisi hanno perduto il lavoro affinché nonostante il male, la cattiveria, la prepotenza, l’indifferenza che sembrano sempre più dilagare, ciascuno possa far emergere l’altra faccia della stessa medaglia e cioè il bene , il bello, la bontà, il perdono, la condivisione, ricordando sempre che se una semplice candela accesa fa poca luce, tante candele accese illuminano una stanza.
L’importante è che ciascuno, con la sua vita, possa essere quel piccolo faro acceso capace di divenire un punto di riferimento e di orientamento.

Il Signore, ricco di bontà e di misericordia, benedica la nostra comunità, tutti coloro che operano ogni anno alla realizzazione di questo prezioso strumento “L’Apecchiese” e vi doni Pace, serenità e coraggio necessari per essere sempre di più e sempre meglio quella chiesa in uscita, portatrice della bella notizia del vangelo.

Buon Santo Natale 2016

Sac. Sauro Profiri
Diac. Maurizio Ottaviani

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