A fine novembre molto probabile il passaggio di una cometa gigantesca nei nostri cieli

 Mentre l’anticiclone azzorriano sembra essere finalmente ritornato in auge e ci sta regalando un estate non troppo afosa ma nemmeno troppo fredda, ho deciso di approfondire un’altra tematica che mi ha sempre affascinato, ovvero l’astronomia. In particolare, quest’anno dopo diversi anni di “carestia” il cielo dovrebbe regalarci uno spettacolo strepitoso che è dovuto alla comparsa di una grande cometa: la cometa ISON.

 

COSA SONO LE COMETE?
Le comete sono tra i corpi celesti più affascinanti e misteriosi.
In passato la presenza di una cometa, come quella di un’eclisse, era spesso associata a segni e presagi ed ha assunto, attorno alla sua natura misteriosa, un carattere fortemente religioso o mistico.
Dal punto di vista strettamente scientifico ancora poco si conosce riguardo questi misteriosi corpi celesti: è noto il meccanismo che ne provoca la formazione della coda luminosa, origine dello spettacolo che la cometa regala agli occhi umani; rimane invece solamente un’ipotesi l’origine delle comete stesse, così come la loro composizione precisa, argomento quest’ultimo molto interessante per tutti gli astrofili che spesso hanno associato la composizione chimica delle comete alla presenza della cosiddetta “polvere dell’universo” che sarebbe in grado, secondo alcuni, di darci molte risposte riguardo la nascita dell’universo. Vediamo comunque brevemente come “funziona” una cometa.
Le comete sono formate da un nucleo composto di gas ed ammoniaca (più precisamente monossido di carbonio, anidride carbonica, metano ed ammoniaca): questa particolare conformazione conferisce loro il soprannome, poco tecnico ma che sicuramente rende molto bene l’idea, di “palla di neve sporca”.
Quando questi nuclei entrano nel sistema solare e si avvicinano al sole le radiazioni e il calore della nostra Stella fanno reagire questi corpi celesti formando la tipica “coda”: spprattutto grazie ai venti solari, si forma innanzitutto una luminosa “chioma” intorno al nucleo; successivamente le polveri che si sollevano per la reazione creano una “coda” (più o meno lunga) che punta in direzione opposta al Sole. Nucleo e coda brillano sia grazie alla luce diretta proveniente dal Sole, sia per effetto della ionizzazione delle particelle del nucleo a causa dell’influenza delle radiazioni del Sole: si creano così rispettivamente la “coda di polveri” e la “coda di ioni”.
La coda di polvere è composta di particelle di polvere molto piccole generate nel nucleo dai gas che lo compongono. È la parte prominente della cometa, quella maggiormente visibile (ad occhio nudo) e si estende fino a 10 milioni di km di lunghezza.
La coda di ioni è costituita dal plasma prodotto dalla interazione con il Vento Solare e si estende per oltre 100 milioni di km.
La seconda è particolarmente riconoscibile grazie al caratteristico colore blu. Una cometa può avere sia un tipo unico di coda, sia entrambe. Due esempi recenti e famosi sono costituiti dalla cometa Hale Bopp (ioni+ polveri) e dalla cometa Hyakutake (coda di ioni).

Le comete possono presentarsi una sola volta nella vita (si tratta delle comete più luminose e potenzialmente più spettacolari) oppure più volte come la cometa di Halley.

IL 2013: ANNO DELLE COMETE.
Quest’anno, come anticipato, sarà un anno molto proficuo per le comete. Già a Marzo una cometa di notevoli dimensioni ha fatto la sua comparsa, resa poco visibile soltanto dalle cattive condizioni atmosferiche. Per Novembre (con apice proprio nel periodo natalizio) è previsto il passaggio di una cometa che potrà essere paragonabile per dimensioni e luminosità alla Luna e sarà probabilmente visibile anche di giorno. Tutto dipende da come il nucleo si avvicinerà al sole (il pasasggio ravvicinato ptorebbe distruggere la cometa anzitempo e rovinare lo spettacolo) ma la Cometa ISON promette di essere una delle comete più luminose mai avvistate. Ne riparleremo!
Riccardo Apecchio.net

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