Teatro G.Perugini Apecchio Secondo Appuntamento Stagionale Con..”LUNGS” Domenia 11 Novembre Ore 17.00

Torna dopo una breve pausa,la stagione Teatrale al Perugini con una attualissima commedia piena di spunti e riflessioni concrete:
In un’epoca di ansia globale, terrorismo, incertezza climatica e instabilità politica, una
giovane coppia inizia la fatidica discussione sull’avere o meno un bambino, in un
tempo serrato che non lascia spazio neanche al respiro. A pensarci troppo su, si
finisce per non farlo più; a affrettare la decisione al contrario si potrebbe incorrere in
un disastro. Avere un bambino è una scelta da farsi per le giuste ragioni, pensano M. e
W.: ma quali sono esattamente queste giuste ragioni? Che cosa verrà distrutto per
primo in questa estenuante decisione? Il loro rapporto di coppia o l’ambiente?
Lentamente il fuoco del testo si sposta sull’argomento ecologico, sulla salvezza del
pianeta e sull’assicurare alle future generazioni dell’aria respirabile. Finché non ci si
rende conto che il punto diviene la capacità polmonare dei due personaggi in scena,
con battute lunghe una pagina stampata. Così il dialogo franto, elusivo, fatto di
pensieri confusi, recriminazioni, deliri, frecciate e scuse, segue i protagonisti lungo le
contorte traiettorie di una difficile scelta e delle sue conseguenze. E oltre: fra
delusioni, rotture, riconciliazioni e un inaspettato finale, in cui il tempo subisce
un’accelerazione spiazzante e commovente.
La nuova drammaturgia inglese, la coppia contemporanea, l’etica ecologica dei nostri
anni 2000, due giovani interpreti talentuosi, una scena nuda e battute a
perdifiato:
Lungs
(in italiano “polmoni”) è una
pièce
semplice, come respirare, e come il
respiro ha un ritmo serrato di fiati, violento e delicato, struggente e divertente. Si
delinea così un ritratto attuale e ironico di una storia d’amore qualunque, spiazzante e
brutalmente onesta, divertente e tagliente, che dà voce a una generazione per la
quale l’incertezza è un modo di vivere, un ambiente liquido in cui fluttuare in due.
Attraverso una successione vertiginosa di dialoghi, che riproducono con virtuosistica
esattezza il parlato, Macmillan ci conduce lungo le stazioni di una relazione amorosa
che diventa una finestra sulla contemporaneità.
Il palcoscenico spoglio permette alla
macchina scenica continui salti nello spazio e nel tempo, e consegna al pubblico la
nuda dinamica del discorso amoroso.
“Che cosa accade all’istinto in un’epoca dominata dall’incertezza, dalle catastrof
ecologiche, dalla crisi globale? Macmillan, si pone la domanda attraverso le voci di questa
giovane coppia, eticamente rigorosa, determinata a fare la scelta giusta. Ma difronte alla
loro coscienza, il primo dubbio che sorge nell’ascoltatore è se questa non copra la paura di
diventare adulti, di confrontarsi con un impegno defnitivo che richiede di amare un essere
che ancora non esiste. E’ questa l’incertezza più radicale nei protagonisti; la loro capacità
di amare però, scopriranno e scopriremo, è più grande e tenace di quanto potessero
immaginare”.
Massimiliano Farau

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