NUOVO PIANO TELEMATICO E BANDA ULTRA LARGA

NUOVO PIANO TELEMATICO E BANDA ULTRA LARGA La strategia per la comunicazione e l’avvio di un percorso partecipativo con i territori per individuare specifiche esigenze

Con la recente approvazione da parte della Giunta del “Piano telematico regionale: strategia della Regione Marche per la banda ultra larga” si aprono scenari interessanti, sul fronte dello sviluppo socioeconomico, per l’intero territorio marchigiano, soprattutto per quelle aree interne, spesso in sofferenza per isolamento e deficit infrastrutturale.
Il Piano e le strategie ad esso connesse sono state illustrate a fine maggio in Terza Commissione assembleare (Governo del Territorio) dall’assessore regionale Fabrizio Cesetti. L’obiettivo dichiarato è quello di portare la banda ultra larga nelle zone che ne siano prive con la conseguente messa in rete delle strutture pubbliche (uffici, scuole, ospedali…) e l’implementazione delle opportunità di sviluppo per aziende e imprese, fortemente limitate dall’assenza di tale connessione telematica e dunque, in prospettiva, maggiormente capaci di competere, crescere, creare nuove prospettive occupazionali.
La Commissione ha deciso di non portare il Piano in Aula, prima di una diffusa e attenta consultazione con i territori. “L’obiettivo – ha rilevato il presidente della Commissione Andrea Biancani – è quello di avviare un percorso partecipativo con i territori, ascoltando, attraverso incontri che si svolgeranno in tutte le province, i sindaci, gli stakeholders, le associazioni di categoria, imprese e sindacati e i vari soggetti interessati, al fine di rendere gli indirizzi e le linee guida del Piano più vicini alle esigenze specifiche delle singole realtà territoriali”.
“Nel corso di tali appuntamenti – ha aggiunto Biancani – verrà illustrato il Piano anche per fornire puntuali elementi di ragionamento, con l’intento di ricevere un feed-back propositivo in termini di suggerimenti e specifiche richieste”.
Soddisfazione, sia per l’approvazione del Piano, sia per il fatto che si sia deciso di procedere attraverso canali partecipativi e di ascolto, è stata espressa anche dal vicepresidente della Commissione, Sandro Bisonni. “Un Piano fondamentale e strategico – ha rilevato – perché interviene soprattutto in quelle zone dell’entroterra, dove probabilmente gli operatori e investitori privati non sarebbero mai arrivati per assenza di convenienza economica”.

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