TTIP: l’ascesa al potere delle multinazionali

Stati Uniti e Uninone Europea trattano l’accordo che ci consegnerà nelle mani dei grandi imprenditori.

Che cosa avete mangiato ieri a cena? Un bel piatto di pasta con sugo di pomodoro del Texas con parmigiano 30 mesi della California, e per secondo una bella bistecca agli ormoni con un insalata geneticamente modificata.

Questo potrebbe succedere se il trattato su cui si discute in questi giorni tra Usa e Unione Europea venisse siglato, questo trattato è il Transatlantic Trade and Investment Partnership, o anche TTIP.

Questo comunque, non è propriamente un “accordo” tra i poteri politici dei due continenti, quanto invece si tratta di un’imposizione proveniente “dall’esterno”, cioè da parte dei potentissimi imprenditori che controllano egemonicamente l’economia mondiale e quindi l’intero sistema politico ed economico del pianeta. Sono quelle stesse multinazionali, per intenderci, che sfruttano allo sfinimento le popolazioni dei paesi più poveri del mondo, per lucrare così a scapito delle popolazioni e delle stesse aziende locali.

In sostanza questo trattato, impone l’abbattimento dei dazi doganali, cioè le tasse su importazioni e esportazioni, per i commerci tra gli Stati Uniti e l’Europa, che sono tra l’altro già relativamente bassi. Questo comporterebbe quindi il libero scambio di generi alimentari e merci di tutti i tipi tra i due continenti, che causerebbe l’ingresso libero nei nostri supermercati di alimenti di chissà quale provenienza e trattati con sostanze chimiche nocive per non parlare degli OGM (organismi geneticamente modificati). A causa di tutto questo a risentirne non sarà solamente la nostra dieta quotidiana, ma anche il sistema economico territoriale, cioè le piccole e medie imprese, che saranno così costrette ad abbassare drasticamente i prezzi, per far fronte alla concorrenza delle grandi multinazionali, andando così letteralmente in rovina, e trovandosì costrette a svendere le loro proprietà e i loro terreni a quelle multinazionali che li soppianteranno.

Altre conseguenze che per di più potrebbero verificarsi, sono la privatizzazione dei servizi pubblici, come ad esempio l’istruzione, i trasporti e l’acqua.

Inoltre se per caso venisse in mente agli enti locali o persino al governo di uno stato “sovrano” di proporre campagne o emanare normative a tutela della popolazione e delle imprese del territorio, le grandi aziende interessate avrebbero la possibilità di citarli in giudizio e fargli causa, come è già successo in Argentina, quando durante la crisi il governo bloccò i prezzi di energia e acqua per far rifiatare i cittadini, e le multinazionali che controllano questi settori hanno citato in giudizio l’Argentina che ha dovuto così pagare un miliardo di euro di penali, e di tutto questo se ne è mai sentito parlare in qualche telegiornale?

Per di più il governo sta trattando questo accordo in tutta segretezza, senza far passare nessuna informazione ai media, e così tutto questo sta passando quasi totalmente inosservato.

Ormai i poteri che controllano questo genere di cose sono troppo potenti anche nei confronti degli stessi governi nazionali, in un giro di interessi enorme, che però va a scapito dei cittadini, e così, i governi si ritrovano ad essere complici di questo sistema marcio che si basa su manovre e iniziative tenute celate ai cittadini.

Questo trattato, senza naturalmente passarlo in secondo piano, è solo uno dei molteplici esempi di come nella società di oggi, le potenti forze economiche, rappresentate dalle banche e dalle grandi multinazionali, hanno surlcassato nella scala del potere le forze politiche e la sovranità stessa di intere nazioni, che sono ormai sotto un giogo imposto loro da forze estranee alle vecchie democrazie nazionali.

Eugenio Landi

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