Le Cronache della Carda: 1455 novembre 28

Atto in Gubbio, nella casa di abitazione di donna Lippa degli Ubaldini della Carda.

Il nobile uomo Guidantonio degli Ubaldini della Carda affitta per cinque anni a Mariotto di Paolo di Cuto di Monte Vicino, curia del castello di Apecchio,
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un podere posto nella cura del Pano di San Martino, vocabolo “del pantano” che confina su un lato con la chiesa di San Cristoforo, su un altro con Mariotto di Nicoluccio, su un altro con gli eredi di (in bianco) detto Massaria e altri lati.
Mariotto, affittuario, dovrà consegnare a Sant’Angelo in Vado 15 salme di grano e 2 di spelta. Inoltre dovrà garantire nove opere di lavoro con i suoi buoi “pro roptura seu laboratura terrarum dicti poteris”.

SASG, Fondo Notarile, prot. 90, cc. 41v-42r.

Il documento è stato trovato e regestato da Fabrizio Cece,
ricercatore storico di Gubbio nella sezione dell’Archivio di Stato di Gubbio.
Un dovuto ringraziamento a Massimo Bei per la collaborazione.

1458 agosto 16
Atto nella piazza grande del Comune di Gubbio.

Presenti Ugolino di Francesco di Giordano e ser Bartolomeo di Giovanni Antonio di Gubbio, testi.

Tommaso detto “Turtola” del castello della Carda, ora lavoratore dell’infrascritto signor Polidoro, per se e per i suoi eredi, impegnando i propri beni, promette e conviene dare, pagare e restituire allo spettabile cavaliere il signor Polidoro dei Benveduti di Gubbio, entro il mese di agosto prossimo venturo, ogni e singola quantità di fiorini e denari per cui esso Tommaso appare obbligato verso il sopradetto signor Polidoro in virtù degli atti di ser Francesco di Tommasuccio e di ser Guerriero di Gioacchino di Gubbio, notai pubblici.

Per conto di Tommaso assume l’impegno Simone Bei [“Simon Bey”]della villa di Burano, comitato di Gubbio.

 

Infatti, il 12 agosto 1466, molti anni dopo, come risulta da una nota posta a lato dell’atto, gli eredi di Polidoro, Bernardino, Carlo e Battista, per mano del loro curatore, Gregorio di Francesco, autorizzano la cassazione dell’atto perché ebbero quanto promesso da Simone Bei per conto di Tommaso, nell’atto del 16 agosto 1458.

SASG, Fondo Notarile, prot. 90, cc. 151v-152r
Il documento è stato trovato e regestato da Fabrizio Cece,
ricercatore storico di Gubbio nella sezione dell’Archivio di Stato di Gubbio.
Un dovuto ringraziamento a Massimo Bei per la collaborazione.

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