Il Feudalesimo nell’Italia centro-settentrionale

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Esempi di Feudalesimo nell’Italia centro-settentrionale
Gaetano Dini, studioso storico.
(immagini di repertorio)

Ottone I condusse in Italia una campagna militare contro Berengario II d’Ivrea che era diventato re d’Italia. Infatti in seguito alla politica aggressiva del re contro il Papato, questi veniva a chiedere l’intervento di Ottone I che nel 961 scendeva in Italia. Dopo essere stato abbandonato dalle sue truppe, Berengario si rifugiò nella rocca di San Leo con i pochi fedeli rimasti e si arrese nel 963.

Secondo l’uso del tempo, Berengario e la moglie vennero rinchiusi in monastero in Germania. E’ al termine di questa campagna d’Italia che avvengono da parte di Ottone I le tante investiture di feudi sul suolo italiano sia a favore di vari suoi aiutanti militari nobili e non che a favore di famiglie di nobili italiani. Invece il comando di tante città Ottone lo riservò ai cosiddetti vescovi-conti che non avevano figli cui trasmettere l’investitura.
images E’ con queste politiche di infeudamento da parte di Ottone I che si consolida compiutamente l’assetto feudale nell’Italia centro-settentrionale dell’Alto Medievo. Nel secolo precedente, il IX sec. non sono infatti presenti feudi significativi, in quanto l’Italia era suddivisa in grandi marchesati che potevano avere le dimensioni di una o più regioni attuali. E’ all’interno del quadro storico ottoniano in Italia che probabilmente avviene l’investitura di Ulderico il Sassone come conte di Carpegna, feudo logisticamente strategico in quanto si affacciava sia sull’entroterra pesarese che sull’Alta Valmarecchia. Per quanto riguarda i conti Brancaleoni di Piobbico, lo storico piobbichese Tarducci nei suoi saggi illustra le due ipotesi riguardo la loro origine; quella longobarda limitrofa e quella germanica.
Riguardo la seconda ipotesi, il Tarducci riporta dichiarazioni di palazzo dei conti Brancaleoni sul loro capostipite che sostenevano essere di origine tedesca. Se si dà credito a questa interpretazione, l’investitura del feudo al primo Brancaleoni poteva averla concessa solo Ottone I alla conclusione della campagna d’Italia contro Berengario II.
017 Che il capostipite dei Brancaleoni fosse già nobile in Germania o fosse solo un valente aiutante di campo di Ottone I, non ci è dato sapere. In ogni caso il feudo assegnato comprendeva all’incirca il territorio corrispondente a quello degli attuali due comuni di Piobbico ed Apecchio, quindi un feudo vasto. Nel primo secolo di vita del feudo, le postazioni militari strategicamente più importanti dei Brancaleoni erano posizionate verso il valico di Bocca Serriola, nelle zone di Apecchio, delle odierne frazioni di Pietra Gialla, Taverna, a difesa nei confronti della potente Città di Castello.
feudo_19 Nei periodi successivi Apecchio passò prima sotto il dominio del Vescovo-Conte di Città di Castello ed in seguito sotto il dominio dei conti Ubaldini della Carda che divennero anche conti di Apecchio.  Le roccaforti strategicamente più importanti dei conti Brancaleoni, arretrarono così gradualmente verso il territorio di Piobbico, vedi il castello di Mondellacasa, fino al definitivo inurbamento dei conti nel paese stesso.

Rimini, mattina del 14.01.2013 e del 07.11.2013

 

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