Eclissi solare del 20 marzo 2015: tante le coincidenze la rendono speciale

E’ ormai tutto pronto per l’eclissi solare di venerdì 20 marzo; evento attesissimo da chi ama scrutare il cielo, sia esso un astronomo o un semplice astrofilo. Il fenomeno, da sempre avvolto da un’aura di mistero, spogliato finalmente degli oscuri presagi che accompagnavano la sua primitiva percezione, sarà forse ancora più entusiasmante ed epocale di quanto si pensi. Sono davvero tanti i motivi di interesse, legati alla sua particolarissima cadenza e alle modalità visive attraverso le quali si manifesterà, che hanno portato a ribattezzare l’eclissi del 20 marzo 2015 come “l’eclissi del secolo”.

Il “bacio” tra Sole e Luna inizierà alle 10,31 e durerà complessivamente un’ora.
Una falce di sole, e non di Luna. Questo sarà il fenomeno astronomico che si materializzerà davanti ai nostri occhi rivolti all’insù. La Luna oscurerà il Sole per qualche minuto e nel nord dell’Europa l’eclissi del secolo, come qualcuno l’ha battezzata, sarà totale: nelle remote isole Svalbard l’astro scomparirà del tutto per lunghissimi secondi. In Italia avremo la possibilità di vedere un’eclissi parziale ma comunque eccezionale perché arriveremo a cogliere circa 70 per cento del fenomeno e quindi le ombre avvolgeranno bene la nostra Penisola. La prossima eclissi con valori così elevati la potremo seguire soltanto nel 2026 e il buio totale sarà in Islanda. Ma per un’eclissi totale visibile in Italia bisognerà attendere il 2081.
ECLISSI OK OK COP

Il fenomeno è reso ancora più speciale dal fatto che si verificherà in occasione dell’equinozio di primavera ed è dal 1662 che non avviene un’eclissi di sole nella data che sancisce l’inizio della primavera astronomica. Oltre a coincidere con l’equinozio, l’eclissi totale di sole del 20 marzo prossimo si troverà e a corrispondere con la fine della notte polare, vale a dire con il ritorno dell’astro luminoso nelle zone artiche a seguito della consueta assenza invernale durata per ben sei mesi, dando vita ad un evento più unico che raro che si manifesta ogni 500 mila anni circa. Ad arricchire ulteriormente di significati simbolici ed astronomici un evento già denso di suo, ci penserà infine il passaggio della Stazione Spaziale Internazionale, con a bordo la nostra Samantha Cistoforetti, che farà da contorno coreografico alla visione solare nel sud della Spagna, andando a transitare davanti al Sole proprio in concomitanza dell’eclissi.

Gli scienziati spiegano che la tanto attesa eclissi del 20 marzo appartiene a una famiglia nota come Saros 120, una serie in cui ogni evento è separato dal precedente (e dal successivo) di 6.585,3 giorni, pari a 18 anni, 10 giorni e 8 ore (o 18 anni, 11 giorni e 8 ore, a seconda di quanti anni bisestili cadono nell’intervallo temporale). Tutte le eclissi appartenenti alla famiglia Saros sono molto simili tra loro, dal momento che la Luna si trova pressappoco nella stessa posizione rispetto al proprio nodo ( ossia al punto dove l’orbita del nostro satellite interseca quella terrestre) e alla stessa distanza dalla Terra. Le eclissi Saros avvengono più o meno nello stesso periodo dell’anno.

Un’altra caratteristica delle eclissi di questo tipo, spiegano a EarthSky, è che il periodo tra un evento e l’altro non è pari a un numero intero di giorni: le otto ore extra fanno sì che la Terra compia un terzo di giro in più rispetto all’eclissi precedente, cosicché gli eventi sono visibili da regioni del globo sempre diverse (ogni volta si avanza di 120° verso ovest, per la precisione). Attualmente, sono in corso circa 40 serie di eclissi di tipo Saros, identificate con un numero progressivo. Alcune di esse, come Saros 120 (quella del 20 marzo prossimo) sono abbastanza antiche; altre, come Saros 145, cui appartiene l’eclissi che sarà visibile dall’America il 21 agosto 2017, sono molto più giovani. L’eclissi di questo mese è la 61esima nella serie Saros 120: la prima è avvenuta l’11 agosto 1069, quasi 1000 anni fa.

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