Corsi d’acqua: Provincia di Pesaro e Urbino, Consorzio di Bonifica e Corpo Forestale dello Stato uniscono le forze per prevenire il dissesto idrogeologico

alluvioneLe alluvioni che colpiscono con sempre maggiore frequenza e intensità il territorio nazionale, evidenziano come il dissesto e la tutela idrogeologica siano una vera e propria emergenza in Italia. Per scongiurare questi problemi sul territorio provinciale e dare una risposta concreta sul versante della prevenzione del dissesto idrogeologico, la Provincia di Pesaro e Urbino, il Consorzio di Bonifica delle Marche ed il Corpo Forestale dello Stato – Comando provinciale di Pesaro e Urbino – hanno unito le forze firmando una convenzione, dal carattere fortemente innovativo, che prevede anche il coinvolgimento dei dottori agronomi, dei dottori forestali e delle aziende agricole di presidio del territorio.

“Si tratta di un’esperienza pilota nelle Marche – ha spiegato il presidente della Provincia Daniele Tagliolini in conferenza stampa – che crea una sinergia a favore del territorio e dei cittadini. Nella nostra provincia ci sono 6mila km di corsi d’acqua minori, che rappresentano il 91% di tutti i fiumi, torrenti e fossi del territorio. Oltre ad individuare dove intervenire e l’esatta tipologia delle attività di manutenzione da svolgere, la convenzione accelera i tempi con una procedura autorizzativa semplificata”.

La Provincia, che gestisce il demanio idrico, autorizzerà infatti i lavori attraverso un provvedimento omnicomprensivo di tutte le autorizzazioni di sua competenza (idraulica; taglio piante; taglio boschivo per un’estensione fino a 2 ettari; nulla osta al vincolo idrogeologico; autorizzazione per tutela fauna ittica), per 20 tipologie di interventi (tra cui pulizia alvei con rimozione dei tronchi a terra e taglio di alberature, rimozione sedimenti che impediscono il deflusso delle acque, protezione delle sponde con tecniche di ingegneria naturalistica).

Da parte sua, il Consorzio di Bonifica delle Marche, in qualità di Consorzio Idraulico, punto di riferimento dei proprietari dei terreni, eseguirà gli interventi di manutenzione dei corsi d’acqua minori previsti dalla convenzione, oltre a quelli segnalati dai privati e dagli stessi agricoltori, come spiegato dall’amministratore straordinario Claudio Netti. Tra i primi in programma: la riprofilatura delle sponde del Fosso di Caminate di Fano, con asportazione di materiale vegetale caduto nell’alveo, la pulitura dei detriti e risagomatura delle sponde del torrente Arzilla nel tratto Villa Betti – Santa Maria dell’Arzilla, l’asportazione di materiali dal torrente Aspa, nel Comune di Macerata Feltria, in corrispondenza del centro abitato. Altri interventi sono stati fatti già prima della firma della convenzione (a Fontanelle di Sassocorvaro, a Bottega di Colbordolo, a Molinaccio di Urbino, in località Miniera di Urbino).

Il ruolo del Corpo Forestale dello Stato è stato evidenziato dal comandante provinciale di Pesaro e Urbino Maurizio Cattoi e riguarderà il controllo e la vigilanza sui lavori, il monitoraggio dei corsi d’acqua e la segnalazione delle criticità idrauliche presenti sul reticolo idrografico provinciale. Altri soggetti coinvolti sono i dottori agronomi e i dottori forestali (professionisti esperti nelle sistemazioni idraulico – forestali, chiamati dal Consorzio di Bonifica come tecnici di riferimento) e le aziende agricole di presidio (che eseguiranno materialmente i lavori), nella convinzione che non esiste possibilità di tutela efficace del territorio senza il coinvolgimento degli agricoltori.

Come spiegato dal coordinatore “Acque pubbliche e Pronto intervento idraulico” della Provincia Stefano Gattoni, “l’aspetto più importante è che la convenzione consentirà di agire in maniera tempestiva per eliminare situazioni di rischio e pericolo, visto che i ritardi limitano l’efficacia degli interventi”.

Le attività di manutenzione partiranno dai primi di novembre ed interesseranno i corsi d’acqua minori sulla base delle segnalazioni e delle maggiori criticità, per poi valutare la possibilità di ampliare questo modello, una volta a regime, ai corsi d’acqua principali. Riguardo a questi ultimi, il presidente Daniele Tagliolini ha ricordato come per l’emergenza idrogeologica siano previsti interventi per 5 milioni di euro, tra quelli già in corso di svolgimento e quelli da attuare.

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