Dopo nove anni il Perugia torna in cadetteria e il Club Trombone & C. festeggia la promozione al Curi

Il Perugia batte il Frosinone e vola in serie B dopo la partita col Frosinone. E adesso tutti sul carro, a gustarsi la gioia. C’è posto per tutti. Per chi non ha lasciato un istante il Grifo come noi del perugia club Trombone & C. di Apecchio da quel maledetto giorno del secondo fallimento in dieci anni. Per chi non ha perduto una trasferta. Per chi è arrivato a Piancastagnaio per bene due volte, perché la prima, un diluvio, fece rinviare la gara. Per chi ha creduto nella ripartenza del Perugia, lo ha seguito passo passo, gioiendo ai gol di Frediani e Margarita.
La vittoria e la festa Subito dopo il fischio finale del signor Abisso che sancisce la vittoria del Perugia per 1-0 con gol di Moscati, la gioia biancorossa ha invaso il prato del Curi. Da lì si va espandendo in tutta la città. A caldo mister Camplone: «Avevo un debito con Perugia e sono tornato per questo: ora l’ho saldato». Moscati: «Una gioia incontenibile». Subito sono iniziati i caroselli nelle strade e i primi tifosi hanno inziato a riversarsi verso piazza IV Novembre.

Orgoglio biancorosso La strada verso la B è stata lunghissima. Un pensiero al combattente Cacioli, a Roberto Damaschi che ebbe il coraggio di sostituire le serrature del Curi, perché quelle di prima erano state bloccate dal curatore fallimentare. Riconoscenza piena per chi è venuto dopo Damaschi, dapprima il tandem Moneti-Santopadre, e poi Santopadre unico leader di una società che ha puntato la barra dritta verso la promozione diretta, sfiorandola al primo tentativo, ma poi centrandola con pieno merito

 

Rinascita La Perugia del calcio ha questa forza incredibile, quella di sapere ripartire. Accadesse così anche nella città della cultura, dell’imprenditoria, nuovi scenari si aprirebbero per tutti. Ma intanto gioiamo con un successo che può favorire davvero l’economia cittadina e regionale, come accadde la prima volta che il Perugia centrò la promozione in serie A. Una città sconosciuta ai più che venne raccontata attraverso le gesta di grandi eroi come Renato Curi, Franco Mannini e Antonio Ceccarini. E i segni di un cambiamento sono tangibili e chiari in una giornata di festa come questa.

 

Domenica che fa storia Una domenica che entra di diritto nella storia, e si impreziosisce di un ritorno allo stadio di una città e di una provincia intera. La conferma che la gente può staccarsi dal calcio per tante ragioni, come avvenuto del resto anche a Perugia, ma poi ritorna non tanto per dire ‘io c’ero, ma perché condivide l’impegno che la squadra ha messo sul campo, le strategie della società, la forza di un allenatore, Andrea Camplone, accolto con diffidenza, ma, infine, arrivato vittorioso al traguardo grazie anche a questo modo naif di proporsi a microfoni e taccuini, con quell’area disincantata che pare quasi tutto gli passi sopra la testa, ed invece è un umano anche lui, insonne la notte della vigilia, ebro di gioia, a fare festa con i giocatori che ha gestito con piglio ed autorità.

5 thoughts on “Dopo nove anni il Perugia torna in cadetteria e il Club Trombone & C. festeggia la promozione al Curi

  1. Non credo sia un vanto ciò che scrive S. Ritengo sia più onorevole una retrocessione sul campo, che una per illecito.
    Ciò detto, grandissimi complimenti al Perugia ed al nutrito club di sostegno apecchiese.

  2. Certo è un dato di fatto incontrovertibile.Abbiamo pagato troppo spesso gestioni a dir poco allegre e poco oculate.
    Come ben sai non sono incline a firmare cambiali in bianco con nessuno …però Santopadre a pelle mi è sembrato da subito una persona affidabile e in particolare sincera.

  3. E’ un vanto per i calciatori e per i tifosi, le scelte manageriali dei presidenti non sono in alcun caso ascrivibili a demeriti sportivi. questo è un vanto, nel mondo del calcio.

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