Il nuovo strumento di democrazia europea: le proposte di iniziativa dei cittadini europei

copertina-La-tua-guida-all’iniziativa-dei-cittadini-europei-1Il 17 febbraio 2014 il Parlamento Europeo, per la prima volta nella sua storia, ha effettuato un’audizione su una proposta di iniziativa dei cittadini europei: Right2Water.

L’audizione organizzata dalla commissione ambiente del Parlamento Europeo ha riunito nella sala riunioni più grande del Parlamento i rappresentanti della commissione alle iniziative dei cittadini, i deputati europei, e i rappresetanti della Commissione Europea (responsabile della risposta ufficiale) di fronte ai proponenti dell’iniziativa e ad un numeroso pubblico. Il dibattito era trasmesso anche in streaming.

Le proposte di iniziativa dei cittadini europei sono un nuovo strumento di partecipazione e di democrazia introdotto dal Trattato di Lisbona del dicembre 2009 (il cui regolamento attuativo è stato definito nel 2011). Con esso i cittadini dell’UE possono chiedere di dibattere proposte legislative su specifiche tematiche.

Quattro sono le regole da rispettare:

a) una proposta d’iniziativa deve rientrare in un settore di competenza dell’Unione Europea ed essere coerente con i valori dell’Unione;

b) l’iniziativa deve raccogliere le firme (sotto forma cartacea o elettronica) di almeno un milione di sostenitori in rappresentanza di almeno un quarto del numero degli Stati Membri (attualmente minimo sette);

c) le firme devono essere raccolte in un lasso di tempo inferiore a dodici mesi dal momento della registrazione dell’iniziativa;

d) il numero minimo di firme richiesto per ogni Stato Membro è equivalente al numero dei loro deputati eletti al Parlamento Europeo moltiplicato per 750 (per l’Italia circa 55mila).

Gli organizzatori dell’iniziativa ‘Right2Water’, che sono riusciti a presentare circa un milione e novecentomila firme, invitano la Commissione Europea a proporre una normativa di attuazione del diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari come riconosciuto dalle Nazioni Unite, e a promuovere la fornitura di acqua e servizi igienico-sanitari essenziali come servizi pubblici per tutti.

Dopo l’accoglienza ufficiale dell’iniziativa da parte della Commissione il 20 dicembre 2013 (otto mesi circa dopo la registrazione), anche il Parlamento Europeo ha accettato un’audizione pubblica in cui gli organizzatori hanno presentato i loro tre obiettivi chiave: “acqua garantita e servizi igienico-sanitari per tutti nell’Unione Europea”; ” accesso globale all’acqua e ai servizi igienico-sanitari per tutti “e” no liberalizzazione dei servizi idrici “. L’audizione, molto interessante perché ha messo i cittadini di fronte ai propri rappresentanti, ha permesso di rispondere alle domande poste da alcuni membri del Parlamento Europeo per i quali il concetto di acqua-bene-comune contrasta con quello di acqua-bene-economico.

La Commissione Europea, entro il 20 marzo, deve rispondere all’iniziativa dei cittadini indicando l’accettazione oppure motivando il rifiuto. In caso di accettazione la Commissione dovrà preparare una direttiva da sottomettere all’iter di approvazione con il Consiglio e con il Parlamento Europeo.

È importante conoscere questo meccanismo di partecipazione dei cittadini europei, perché può diventare uno strumento per far avanzare la strategia sui suoli lanciata nel 2006. 

Tale direttiva si è “persa” nei meandri dell’approvazione a causa della resistenza degli Stati membri ad ammettere che anche il suolo è un bene comune e non una mera proprietà territoriale dello Stato.

La proposta di direttiva sui suoli è stata recentemente ritirata e dovrà ora essere presentata in una nuova versione. Il processo di approvazione necessiterà di almeno altri 18-24 mesi o addirittura potrà non riuscire ad essere finalizzato.

I cittadini europei, attraverso l’iniziativa di proposta legislativa, possono fare sentire la loro voce ed indicare i punti irrinunciabili della legislazione europea. Si potrebbe così ridurre la dicotomia tra il volere dei cittadini e l’azione dei loro rappresentanti. Ogni qualvolta sono stati consultati i cittadini, sono emerse posizioni chiare e più avanzate di quelle deliberate dai governi o dai parlamenti, sia nazionali che europeo. Vedi l’esempio dei referendum su nucleare e privatizzazione dell’acqua nel 2011 in Italia.

Il Forum che ospita questa rubrica e i comitati che vi afferiscono possono ben domandarsi se attivare il processo d’iniziativa dei cittadini europei su una strategia europea sui suoli come bene comune da trasmettere alle generazioni future. L’audizione del 17 febbraio dimostra che tale opportunità è difficile ma possibile.

Inoltre tale iniziativa, se intrapresa, coinciderebbe con l’attenzione che le Nazioni Unite hanno deciso di attirare sull’importanza dei suoli per la vita.

La 68 ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato la data del 5 dicembre di ogni anno come Giornata Mondiale del Suolo e dichiarato il 2015 come Anno Internazionale del Suolo.

L’obiettivo è quello di rendere il 2015 un anno memorabile per la dimostrazione che i suoli possono davvero contribuire agli sforzi per la sicurezza alimentare, l’eliminazione della fame, i cambiamenti climatici, la riduzione della povertà e lo sviluppo sostenibile.
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