L’oceano Pacifico devastato dalla contaminazione nucleare di Fukushima …. meditate gente meditate ….

radiazioni-nelloceano-pacificodal sito GlobalResearch.ca:Le mappe del Nuclear Emergency Tracking Center mostrano che i livelli di radiazione in tutte le stazioni di rilevamento degli USA sono elevati, in particolare lungo la costa ovest. Ogni singolo giorno, 300 tonnellate di acqua radioattiva vengono scaricate da Fukushima nell’Oceano Pacifico. I seguenti sono 28 segni che la costa ovest sta venendo assolutamente fritta dalla radiazione nucleare di Fukushima:

1) Gli orsi polari, le foche e i trichechi lungo la costa dell’Alaska stanno soffrendo alopecia e piaghe aperte.

2) C’è un alto tasso di mortalità tra i leoni marini lungo la costa della California.

3) Sulla costa pacifica del Canada e dell’Alaska, la popolazione di salmone rosso è ai minimi storici.

4) Lungo la costa canadese, qualcosa sta facendo sanguinare i pesci da branchie, addome e occhi.

5) Un vasto campo di detriti radioattivi di Fukushima, grande circa quanto la California, ha attraversato l’Oceano Pacifico e sta cominciando a toccare la costa ovest degli USA.

6) Le proiezioni indicano che la radioattività delle acque lungo la costa ovest potrebbe raddoppiare nei prossimi 5 o 6 anni.

7) Sono stati rilevati livelli di cesio 137 molti alti nel plankton dell’Oceano Pacifico tra le Hawaii e la costa ovest.

8) Un test effettuato in California ha trovato che 15 tonni pinna blu su 15 erano contaminati.

9) Ancora nel 2012, il Vancouver Sun riportava che le seguenti percentuali del pesce giapponese venduto in Canada erano contaminate dal cesio 137:
73% degli sgombri

92% delle sardine

93% dei tonni e delle anguille

94% dei merluzzi e delle acciughe

100% di carpe, alghe, squali e rane pescatrici

10) Le autorità canadesi stanno trovando livelli estremamente alti di radiazione in alcuni campioni di pesce. Per esempio, una spigola pescata in luglio aveva 1000 becquerels di cesio al kg.

11) Alcuni esperti credono che lungo la costa ovest i casi di cancro potrebbero aumentare di molto a causa del consumo di pesce contaminato.

12) Su BBC News è stato recentemente riportato che i livelli di radiazione attorno a Fukushima sono 18 volte più alti di quanto si credeva.

13) Uno studio finanziato dall’Unione Europea ha concluso che Fukushima ha rilasciato nell’atmosfera fino a 210 milioni di miliardi di becquerels di cesio 137.

14) Nel 2011, la radiazione atmosferica di Fukushima ha raggiunto la costa ovest degli USA in pochi giorni.

15) Al momento, 300 tonnellate di acqua contaminata si riversano da Fukushima nell’Oceano Pacifico ogni singolo giorno.

16) Un ricercatore di chimica marina dell’Istituto di Ricerca Meteorologica giapponese sostiene che 30 miliardi di becquerels di cesio e 30 miliardi di stronzio radioattivo vengono rilasciati ogni giorno nel Pacifico.

17) Secondo la Tepco, dai 20.000 ai 40.000 miliardi di becquerels di trizio radioattivo si sono riversati nell’oceano dal momento del disastro.

18) Secondo un professore della Tokyo University, 3 gigabecquerels di cesio 137 fluiscono nel porto di Fukushima Daiichi ogni giorno.

19) Si stima che Fukushima abbia immesso finora nell’oceano fino a 100 volte più radiazione dell’intero disastro di Chernobyl.

20) Uno studio recente ha concluso che una vasta ondata di cesio 137 comincerà a fluire nelle acque della costa ovest degli USA all’inizio del 2014, con picco nel 2016.

21) Le proiezioni indicano che entro il 2020 si riscontreranno livelli significativi di cesio 137 in tutti gli angoli dell’Oceano Pacifico.

22) Si prevede che l’intero Oceano Pacifico avrà presto livelli di cesio 5 o 10 volte più alti rispetto all’era dei test nucleari condotti molti decenni fa.

23) La quantità immensa di radiazione che si riversa nel Pacifico ha fatto pronunciare all’attivista Joe Martino questo avvertimento: “I giorni in cui si mangiava il pesce del Pacifico sono finiti.”

24) Lo iodio 131, il cesio 137 e lo stronzio 90 rilasciati costantemente da Fukushima avranno conseguenze sulla salute degli abitanti dell’emisfero nord per molto, molto tempo. Harvey Wasserman avverte che il 40% dei bambini nell’area di Fukushima ha danni alla tiroide, e quella percentuale può solo aumentare. Nei ragazzi, questo può bloccare la crescita fisica e mentale. Negli adulti, provoca una vasta varietà di malattie, tra cui il cancro.

25) Secondo quanto riportato di recente da Planet Infowars, la costa della California si sta trasformando in una zona morta, con quantità sempre minori di alghe, crostacei, granchi, lumache e gabbiani.

26) Uno studio dell’anno scorso ha concluso che la radiazione di Fukushima potrebbe danneggiare la vita umana dal Messico all’Alaska per decenni.

27) Secondo il Wall Street Journal, la messa in sicurezza di Fukushima potrebbe richiedere fino a 40 anni.

28) Il professore di Yale Charles Perrow avverte che se la ripulitura di Fukushima non sarà effettuata con il 100% di precisione, l’umanità potrebbe essere messa a rischio per migliaia di anni, a causa del rischio di fissione.

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54 thoughts on “L’oceano Pacifico devastato dalla contaminazione nucleare di Fukushima …. meditate gente meditate ….

  1. Molto pesce che mangiamo proviene da quei mari quindi ringraziamo i giapponesi per risparmiarci di cuocerlo visto che ce lo danno già bello che abbrustolito !!!!! EVVIVA LA RAZZA UMANA EVVIVA i GIAPPONESI e TUTTI. COLORO che VOGLIONO IL NUCLEARE

  2. Se la situazione è realmente così grave, mi chiedo perché le autorità degli stati coinvolti così pesantemente ( U.S.A. in primis) nella contaminazione delle proprie acque (praticamente in proiezione… tutto il pianeta) non intervengano esercitando sul Giappone pressioni tali da costringere Tokyo a mettere in sicurezza la centrale.
    Per quale motivo se ne parla così poco o meglio per niente? I media internazionali praticamente tacciono sull’argomento, o quasi.
    Per quale motivo si è consentito che si arrivasse a questo punto?
    Stiamo parlando del Giappone, non di uno stato “canaglia” presso il quale sarebbe stato (o lo è ora) impossibile o difficile intervenire, se la situazione era, è, e sarà così seria.
    Perché l’ONU, dato che il problema si configura su scala globale , non interviene, imponendo al Giappone di adottare, con l’aiuto internazionale soluzioni efficaci affinchè si risolva in maniera definitiva il problema della centrale nucleare irrimediabilmente danneggiata?
    Come è possibile che si consenta che si riversi nel Pacifico ogni giorno 300 tonnellate di acqua radioattiva?
    Non sono favorevole alle centrali nucleari tout court e non sono un filo Nipponico , anche se ammiro quel Paese per la cultura che esprime, per la determinazione e la tenacia del suo popolo, per la tecnologia , per le tradizioni ( lo condanno però per la pesca ai cetacei, per le stragi di delfini e in generale per la pesca intensiva su scala planetaria, ma questo è un altro discorso),ma siamo sicuri che questi dati, così terrificanti, corrispondano in maniera indiscutibile ed inconfutabile alla realtà? Ho l’impressione che siano talmente catastrofici da poter risultare forse un tantino “eccessivi”. Altrimenti sarebbe la “ bomba atomica “ capace di alterare definitivamente l’ecosistema del Pacifico, e a ruota quello di tutto il pianeta, con le conseguenze che tutti immaginiamo. E non si tratta solo di smettere di mangiare il tonno in scatola (dato che viene pescato quasi esclusivamente nel Pacifico)…

  3. Scontato il fatto che il problema Fukushima è grande e gravissimo, rispondo a Osannatore: Non è il tuo commento ad essere fuori, ma tu (di testa)! (nel caso tu non abbia capito d’esser fuori topic)
    Con ciò, probabilmente mi sono giocato l’ultimo dei miei sostenitori (Osannatore perdonami).

    La vicenda “TRUFFATORE” nei cruciverba, mi è stata di lezione. Il cretino che l’ha montata è affiorato il 31/12/2013. Sorpreso (negativamente) da questo “amico” cretino, ne ho tratto la convinzione che abbia coperto un altro cretino. Dunque mi è stato fatto credere di aver avuto il capro che esigevo, ma di fatto la “battaglia” l’ho persa.
    Apecchio.net svolge il suo onesto compito, ma credo che per esso sia giunto il momento di scegliere: o i click ottenuti grazie all’anarchia anonima imperante, o un ruolo di informatore dove gli ospiti si prendano la responsabilità delle proprie azioni.
    Capisco che per il gestore non sia una scelta facile, ma neppure può continuare a cullarsi sul fatto che anonimi vigliacchi ,stiano lì ad impallinare, impuniti, coloro che, firmandosi, costituiscono il più facile dei bersagli.
    A questi “Leoni sulla tastiera”, va messa la museruola.

  4. E’ tutto senza senso, basato sul fatto che la gente comune non conosce le unità di misura e il significato della radioattività. Basterebbe fare due conti seri per capire che la quantità di radiazione uscita da fukushima una volta diluita nell’oceano non ne modifica la radioattività naturale già a poche centinaia di chilometri, figuriamoci a migliaia di chilometri. Ricordo che l’acqua di mare è radioattiva per se: circa 13 disintegrazioni (in pratica radiazioni) al secondo, se anche tutta la radioattività di fukushima venisse riversata in mare aumenterebbe la radioattività naturale di quell’acqua di un centomillesimo! Ricordo anche che noi simo sorgenti radioattive e che la nostra radioattività naturale è quasi dieci volte quella dell’acqua di mare che ho appena citato; lo stesso vale per il latte materno, ecc… insomma studiatevi qualcosa (di vero, di scientifico) sulla radioattività prima di finire in balia di tutti i millantatori che girano per il web.
    http://www.world-nuclear-news.org/RS_Leak_from_Fukushima_tank_2008131.html
    http://www.world-nuclear.org/info/Safety-and-Security/Radiation-and-Health/Radiation-and-Life/

  5. caro Pietruccio Soraperra, ti vorrei vedere fare il bagno nei pressi di Fukushima e allora non credo che saresti cosi ottimista!!!

  6. Infatti non farei il bagno a 10 km da fukuscima… ma a 100 km sì senza problemi.
    Stesso discorso per i pesci: quelli che mangiano le alghe o altri prodotti vicino alla centrale saranno radioattivi oltre il lecito e pericolosi, ma gli altri no (a meno che non ci sia una qualche forma di riconcentrazione… ma il discorso si farebbe complicato).

    Le quantità sono comunque limitate rispetto all’oceano, ma lo sarebbero anche rispetto a un mare come il mediterraneo.

    La quantità non è un aspetto trascurabile degli eventi: bersi un bicchierino di grappa o bersene 5 bottiglie fa la differenza eccome, no?

  7. in quel raggio di 10 km sai quante creature saranno inconsapevolmente sottoposte a contaminazione e sfortunatamente questi animali non si fermeranno in quei 10 km maledetti, ma si porteranno in giro la loro carica radioattiva che sicuramente entrerà nella catena alimentare più vasta. Certo non è facile valutare l’entità del problema, ma se devo scegliere da che parte stare non ho dubbi e non mi sento neanche un po’ di difendere o quantomeno sottovalutare la gravità di una catastrofe come quella di Fukushima e sinceramente mi da anche fastidio sentire parlare di sversamenti di quantità incommensurabili di acqua radioattiva alla stessa stregua di una ciotola di latte che ti casca dal tavolo.

  8. Non sto minimizzando.
    L’incidente di fukushima è un’incidente grave.
    Non è però un buon motivo per abbandonare il rigore scientifico.
    Le cose vanno descritte per quello che sono: se a qualcuno non piace l’energia atomica è giusto che esprima il proprio parere.
    Non è ammissibile, invece, raccontare una realtà manipolata per condizionare l’opinione pubblica.
    Nel caso specifico
    1) c’è una certa quantità di materiale radioattivo che si sta diluendo nell’oceano (quindi ha concentrazioni variabili da punto a punto e i rilievi si trovano su internet… gli ultimi che ho visto è stato un annetto fa e già a breve distanza sia la radioattività del mare che quella dei pesci pescati era più bassa di quello che ci si poteva aspettare),
    2) chiaro che c’è una parte di versamenti che proviene dai reattori distrutti (meno chiaro per chi non conosce l’argomento è che quello che resta dei reattori non può dare origine a ulteriori reazioni nucleari: cioè può solo inquinare con quel poco che resta ancora diluibile in acqua che va a finire in raccoglitori che come si sa purtroppo non sono a tenuta) e anche una parte dell’inquinamento fatto a terra finirà nell’oceano
    3) chiaro che gli animali e le piante in prossimità di questi versamenti saranno parecchio inquinati e che la catena alimentare tenderà a diffondere l’inquinamento negli esseri viventi, ma siccome la quantità è quella che è (poca rispetto all’oceano) generalmente mano mano che si diffonde si riduce il tasso d’inquinamento e se (come capita raramente) si dovesse concentrare in qualche settore (animale o vegetale) vuol dire che quella radioattività non si trova negli altri (ad esempio ci sono alghe che assorbono in modo settoriale prevalentemente certi materiali che sono anche radioattivi: funzionano in pratica come spugne per la pulizia dei luoghi e volendo potrebbero anche essere usate in futuro anche lì per velocizzare la decontaminazione).

  9. Pietruccio dice solo di chiamare le cose col proprio nome: c’è l’evento lieve, quello grave, la catastrofe e l’apocalisse. L’allarmismo sconsiderato è pericoloso quanto la leggerezza.

  10. Ottimi interventi da parte di tutti. Mi permetto di sottolineare con soddisfazione che finalmente si parla ,salvo gli incomprensibili “intermezzi “ di osannatore , dell’argomento in oggetto, senza andare OFF TOPIC. Solidarizzo con ALVIN, che invito a riprendere a scrivere ed a esprimere liberamente la propria opinione sul tema, non curandosi più di tutti coloro che anonimamente, quindi vigliaccamente, lo hanno offeso ed insultato. Anche io scrivo in forma anonima, ma mi limito a commentare i vari topic, senza uscire dal seminato e soprattutto senza offendere nessuno. Se perdurasse questo stato di cose, concordo con alvin: deve poter scrivere solo chi si registra!

  11. il tono rigorosamente scientifico di Pietruccio ci infonde tanta tranquillità, ma in realtà quello che espone non è per nulla rassicurante:
    – nel punto 1 dice che “c’è una certa quantità di materiale radioattivo….” e questo già m’iquieta.
    – nel punto 2 dice che non ci saranno “ulteriori reazioni nucleari ….” ci mancherebbe altro, ma dai resti di quelli esplosi si stanno tranquillamente sversando residui radioattivi.
    – nel punto 3 dice che se la radioattività “si dovesse concentrare in qualche settore (animale o vegetale) vuol dire che quella radioattività non si trova negli altri …” se si concentra in un settore significa che quel settore sarà fortemente minacciato e neanche questa mi sembra una buona notizia.

    Questa cinica pseudo scienza è la stessa che sostiene che le centrali nucleari sono sicure. Si vuole negare anche l’evidenza dei fatti e quello che più mi spaventa è che ancora tanta gente ci crede!

  12. Il problema di questo periodo storico sfortunato è il ridurre ogni cosa a propaganda. Io non vendo centrali atomiche, e non mi interessa né fare propaganda, né fare promozione.

    Mi interesserebbe invece, e parecchio, vivere in un modo in cui le cose si analizzano in modo razionale e critico, partendo dai fatti, e, in un contesto trasparente e competente, si cercassero soluzioni efficaci sulla base di scelte consapevoli non pilotate con media, superstizioni, paure ecc…

    Purtroppo mi pare che stiamo andando in direzione opposta ed ogni cosa, perfino aspetti tecnico-scientifici, vengono discussi come se si trattasse di esibizioni di arte forense (non mi riferisco in particolare a questo articolo e agli interventi che sono seguiti: è un clima, una situazione, una mentalità che mi è sempre più lontana).

  13. Quanti hanno giurato che “quella” sarebbe stata l’ultima sigaretta? E invece…
    Ho fatto così anch’io con questo amato/odiato blog. Il saggio proposito di “scomparire” è invece naufragato nel momento in cui ho ceduto alla tentazione di un nuovo click.
    Mi è parso un “atto dovuto”… come dicono i magistrati. Ciò che dice Pinna Gialla (grazie per il sostegno!) è assennato, ovvero: lo scrivere in forma anonima non è di per se inaccettabile se risponde a criteri di civile convivenza:
    Quali sono i criteri?
    1) Rimanere in topic
    2) Rispondere (anche duramente se in disaccordo) ma senza insultare e senza offendere l’interlocutore (anche se per quanto mi riguarda lo tollero), ma evitando (ed io NON lo tollero) calunnie diffamatorie. Sostenere che il “tal dei tali” ha rubato, deve essere provato, altrimenti è diffamazione. É necessario avere presente il distinguo tra insulto (ad es.dare del cretino o dell’imbecille a qualcuno) e calunia diffamatoria, ossia insinuare reati quali ruberie, truffe o peggio.
    3) Coerenza nell’uso del nick-name: Il “Pinna Gialla” di oggi è opportuno sia lo stesso di domani o dopodomani, solo così il contraddittorio avrà un senso.

    Putroppo tre o quattro “sfortunati” (data l’intelligenza che il destino ha loro riservato) si trasformano in decine di nick-name diversi minando la liberà di un blog dove persone “normali” dialogano volentieri sugli argomenti esposti.
    Ciò detto saluto tutta la comunità apecchiese sperando di non “ricadere in tentazione” sino a che perdura questa situazione di anarchia.

    Nota: Ogni qualvolta inserisco un post, questo viene posto in “quarantena” con la indicazione: “Il tuo commento è in attesa di moderazione” sin quando non interviene il gestore a sbloccarlo. Lui di tempo ne ha poco e a volte passano giorni. (Questo è del 25-01-14 22:35) Ho provato anche a postare in anonimo, ma nulla cambia perchè i “filtri” sono probabilmente basati sull’ID. Per loro io sono classificato “sovversivo” e quindi vengo bloccato.
    Mi chiedo e chiedo a gestore: Perchè non vengono messi in aspettativa anche gli ID da cui provengono quei post non proprio illuminati?

  14. Ci ricasco… ma poi chiudo:
    Pietruccio Soraperra è coerente con se stesso e con la razionalità.
    Non minimizza e non esagera, si limimita a constatare. Lo fa con ponderazione, non enfatizza nè sottostima la questione. Valuta non sulla base di impressioni od opinioni personali, ma sulla base di freddi NUMERI che poco spazio lasciano alle interpretazioni.
    Apprezzo questo tipo di approccio che non si lascia condizionare dall’emotività o da vantaggi personali, ma solo dai dati di fatto.

  15. Condivido le preoccupazioni di Plutonio. La quantità di materiale radioattivo immessa nell’oceano ogni fiorno dalla centrale di Fukushima è tale che ripercussioni sull’ambiente e sulla salute ci saranno di sicuro. La situazione è tuttora fuori controllo e i tecnici della Tepco non sanno neppure bene dove si trovi il materiale fissile, che è sprofondato sottoterra per il calore estremo generato dalle radiazioni.
    Il rigore scientifico non va confuso con una generale tendenza a minimizzare i guasti prodotti dalla nostra specie. Inoltre, lo stesso rigore scientifico sia (putroppo) relativo, nel senso che viene in generale manipolato da chi ne trae convenienza. Nella fattispecie, è ovvio che gli interessi (con la I maiuscola) propendano dalla parte di chi le centrali le costruisce, gestisce e progetta. Negli anni sessanta c’era chi protestava perchè si facevano test nucleari in atmosfera. Ma fior di ingegneri e di sscenziati affermavano, col piglio pratico di chi non si perde in quisquilie, che le quantità di radiazioni liberate, in relazione all’estensione e dimensioni dell’atmosfera, erano cosa risibile. Poi si dovettero bloccare i test in atmosfera perchè si era innalzata la radioattività globale mondiale, in modo sensibile. Poca cosa comunque , si dirà. Ma comunque abbastanza da ammazzare indirettamente qualche milione di persone in tutto il mondo nel corso dei decenni successivi. Se poi si pensa che i tumori vengano solo “agli altri”, beh, allora con un pizzico di egoismo si può anche stare tranquilli…

  16. “…i tecnici della Tepco non sanno neppure bene dove si trovi il materiale fissile..”

    Questo non è vero (e non lo potrebbe essere: la cosiddetta “sindrome cinese” è di fatto una bufala, perfino a chernobyl il nocciolo fuso è rimasto lì – non posso entrare nei dettagli perchè sarebbe complicato). Qui puoi vedere le foto dell’interno dei reattori:
    http://bufaleuntantoalchilo.blogspot.it/2013/12/il-post-definitivo-su-fukushima_9.html
    così come la perdita di acqua radioattiva non è certo un problema per l’inquinamento dell’oceano (lo è per la zona delle immediate vicinanze della centrale, ma la quantità di radiazioni liberata nell’ambiente rispetto a quella dell’incidente è e sarà in ogni caso molti ordini di grandezza inferiore, in pratica trascurabile).

    Ricordo poi che la radioattività adesso proviene principalmente dal Cs137 e materiali simili con tempi di dimezzamento di una trentina d’anni (perchè quelli più radioattivi come lo iodio131 decadono subito e dopo qualche settimana non ce n’è praticamente più e quelli a vita media lunga sono anche inevitabilmente poco radioattivi). Quindi in 30 anni dimezza proprio la quantità totale di Cs137 (quella dentro e quella fuori dai reattori) e in 100 anni diventa un decimo, in 300 anni un millesimo ecc…
    Facendo due conti a spanne, per dare un’idea di cosa stiamo parlando, per ora la se la radioattività di fukushima finisse tutta nell’oceano equamente distribuita genererebbe parecchio meno di 1000 radiazioni al giorno per ogni 100 kg di acqua di mare mentre un essere umano dello steso peso (ad esempio io) ne genere un miliardo al giorno (un milione di volte di più). Oltretutto fra qualche anno la radioattività di fukushima sarà calata (per i motivi che ho detto sopra), quella degli esseri umani no (per altri motivi che trovi anche spiegati in internet).

    Riguardo ai danni da radiazioni, poi, ho postato sopra dei link che inquadrano la cosa nella giusta prospettiva: tieni presente che la radioattività prodotta dalle atomiche è oggi molto inferiore a quella naturale che a sua volta è molto variabile e molto superiore a quella degli incidenti nucleari in zone relativamente distanti da essi. Una buona dosa di radiazioni la riceviamo anche dal sole (che non dimentichiamolo è un gigantesco reattore nucleare (a fusione) “all’aperto”) soprattutto quando ci sono le eruzioni solari (solo che nessuno ne parla e allora la gente è convinta che quelle radiazioni non ci siano). Siccome non sono stati rilevati tassi differenti di tumore per dosi medio basse come quelle naturali passando da sito a sito (dove ci sono differenze anche di 10 volte tanto e più) è sicuro che l’effetto delle basse dosi (simili a quella naturale) è trascurabile, probabilmente nullo. Si tende comunque a minimizzare la dose assunta da chiunque (concetto ALARA) adottando il principio di precauzione. Il resto è propaganda, e questa prudenza adottata da diversi anni nel campo nucleare è stata strumentalmente usata per stravolgere completamente il punto di vista, dicendo, in pratica, “se siete così prudenti allora vuol dire che è pericolosissima…” (e inventandoci sopra delle favole horror con uno spirito totalmente antiscientifico).
    Anche qui trattano un po’ di bufale
    http://bufaleuntantoalchilo.blogspot.it/2014/01/ancora-fukushima.html

    Ovviamente non voglio minimizzare, ad esempio è vero però che per molti anni nel secolo scorso è stato ignorato l’effetto pericoloso e grave che hanno le alte dosi di radioattività (c’era addirittura chi vendeva acqua radioattiva molto più del valore naturale perchè caricata con radio convinto che… facesse bene), e in quel periodo di leggerezze, danni e inquinamento ne hanno fatto (non solo gli esperimenti con le atomiche in superficie). Quella però è un’altra storia e non è la situazione del nucleare occidentale di oggi. Chiaramente con questo non giustifico la gestione fukushima: per me non andrebbe lasciata la tecnologia nucleare a chi la gestisce in quel modo.

    L’atteggiamento antinucleare ritengo, però, sia altrettanto pericoloso perchè affonda le sue radici nel condizionamento acritico, emozionale e antiscientifico della popolazione attraverso un’informazione manipolata e insistente (che oltretutto arruola anche tanti “attivitsti” che fanno quel “lavoro” gratis e in buona fede). Oggi con questi sistemi vi fanno credere che anche un nucleare ben fatto sia un mostro (basta vedere com’è andato il referendum del 2011), ma nello stesso modo, un domani, con gli stessi metodi, potrebbero convincere la popolazione che un nucleare mal fatto e insicuro è indispensabile, o addirittura conveniente (il grosso del costo del nucleare è speso sulla sicurezza – fare centrali poco sicure le renderebbe molto molto convenienti).

    Una popolazione che si “beve” di tutto, senza autonomia intellettuale, senso critico, cultura di base, è in balia di tutti i mistificatori e accetta qualsiasi speculazione anche a proprio danno: mi pare che gli antinucleari (parlo di quelli in buona fede), nella loro foga integralista (ho discusso molto sulla questione con parenti, amici, conoscenti, colleghi, su internet…) non si rendano conto dell’immenso pericolo che corriamo oggi, con le tecnologie avanzate che ha messo a punto l’umanità, di essere strumentalizzati e sfruttati magari godendo anche del nostro consenso.

  17. il nucleare è pericoloso, il petrolio inquina e prima o poi si esaurirà, il carbone inquina più ancora del petrolio, l’energia solare: sarebbe necessario disseminare mezzo mondo di pannelli fotovoltaici, l’eolica, per carità, sono degli ecomostri, e poi, sarebbero necessari parchi eolici di dimensioni improponibili, shale gas, che con la tecnica estrattiva del fracking, minaccia di essere dannosissima per l’ecosistema, per non parlare del shale oil. No, no, no… solo no ,allora, catastrofisti e millenaristi,cosa si fa? Come si produce l’energia necessaria ad una pianeta sempre più energy addict , con il traino dei somari o del bue? Siamo seri, l’unica concreta possibilità che ha l’umanità di sopravvivere in futuro a shock energetici è data solo ed esclusivamente, alle attuali conoscenze tecnico scientifiche, dall’energia nucleare, ovviamente supportata da una tecnologia adeguata (spero che Soraperra scriva cortesemente qualche cosa anche su questo, grazie).

  18. comincia con la grammatica: “autoesaltazione” è singolare quindi ci va “della”, leva quell’accento da sò e mettici un v in più su davero

  19. sun down
    Un discorso complessivo sull’energia sarebbe piuttosto complesso: avevo preparato un corso (di aggiornamento) introduttivo ai miei colleghi (insegno) e sono venute fuori una sessantina di ore… standoci stretto stretto e tagliando parecchio. Qualcosa (più che altro sul nucleare) avevamo trattato sul sito “archivio nucleare” e qualcos’altro c’è su “atomi per la pace”, così come tante informazioni interessanti e link li trovi sul sito di assoelettrica On-Off: http://www.assoelettrica.it/blog/.

    Se ti interessa qualcosa di specifico, per quello che posso, ti do volentieri il mio parere. Io non sono contrario alle rinnovabili, anzi, e penso che sia indispensabile prima di tutto l’uso razionale dell’energia (ad esempio in campo edile sarebbe stato indispensabile che un paese come l’italia avesse iniziato le politiche di basso consumo già quarant’anni fa all’epoca della crisi petrolifera e sviluppato negli anni ’90 le case passive insieme alle altre nazioni che hanno cominciato a muoversi già allora – sono passati vent’anni! e siamo il paese più esposto al mondo in termini di approvvigionamenti energetici rispetto al livello industriale – la cosa si sta risolvendo in quanto stiamo facendo fuori l’industria… in pratica un suicidio).

    Il discorso, per me, è che dovremmo avere degli amministratori pubblici che ragionano in termini razionali, ottimizzano le politiche di consumo-risorse-approvvigionamenti-esportazioni in modo da mantenere il paese in equilibrio, il tutto ovviamente senza ideologie né superstizioni come è l’atteggiamento antinucleare: il nucleare si fa se serve, se è conveniente e se dà garanzie di sicurezza assolute, informando tutti in modo completo e sincero su ogni aspetto in modo che le scelte siano consapevoli. Lo stesso dovrebbe valere, ovviamente, per ogni altra fonte. E’ sbagliato invece non utilizzare una qualche fonte per principio convincendo la gente con un uso a dir poco scorretto dei media e dell’informazione, come è successo all’energia atomica fin dagli albori…(anni ’60)…
    http://it.wikipedia.org/wiki/Felice_Ippolito
    http://www.fisicamente.net/SCI_SOC/index-1838.htm
    per non parlare di mille altri pali fra le ruote che sono stati messi su quella fonte (bello sarebbe vedere il documentario “Gli anni dell’atomo” sul sito del CISE, ma ho visto che molti non riescono ad arrivarci e a visualizzarlo: peccato perchè è fatto molto bene)

  20. A me pare che il nucleare si sia dimostrato intrinsecamente insicuro. Ci sono stati moltissimi incidenti nucleari, in tutto il mondo, di cui (che si sappia) almeno tre gravissimi. Non basta ? Oltretutto, la segretezza che contraddistingfue il nucleare non contribuisce certo a infondere tranquillità. Di fatto, di fronte a qualsiasi altra fonte energetica, il nucleare è l’unico che produca effetti sostanzialmente irreversibili, se non in tempi lunghissimi.
    Non so quanti anni abbia tu Soraperra (dove l’hai trovato questo pseudonimo?), ma personalmente non credo che la buonafede e i grandi interessi in genere vadano a braccetto. Come dire che, a mio avviso, è pressochè impossibile l’esistenza stessa di un ragionamento acritico, basato solo sui numeri e svincolato da condizionamenti di carattere politico o meramente economico. Altrimenti, per dire, non avrebbero costruito le centrali a Fukushima.
    La manipolazione dell’informazione, è cosa nota, gioca invariabilmebte dalla parte di chi ha soldi e potere.
    Gli ingegneri della Tepco erano sicuramente competenti ed al di sopra di ogni sospetto fino alla catastrofe di Fukushima. Magari avevano anche un aspetto serio e delle belle cravatte. Poi si è scoperto che erano dei pinguini.
    Di fatto, e questo avviene sempre in caso di opere di grande impatto, si tiene conto delle avversità naturali fino ad un certo punto. Non oltre; perchè sennò, per dirla nel nostro idioma “e mo alora en s’pol fè più gnent….”. Il risultato è Fukushima. Ovvero, centrali in zone non sicure, perchè, avranno pensato, se lo tsunami arrivasse a km dalla costa sarebbe la fine del mondo: non è contemplabile. Io temo (ne sono certo) che le schiere dei pinguini (con rispetto parlando per i pennuti antartici) siano di numero immane.

    Riguardo alla diluizione uniforme delle radiazioni in mare, considera che lo sversamento ( a quanto si apprende) è quotidiano e dura da parecchio, e dubito che dai pinguini si possa avere un quadro realistico della situazione. Comunque, le acque marine (le acque in genere) con temperature e salinità diverse hanno caratteristiche diverse e in genere tendono a non miscelarsi. Prima che vi sia un effettivo rimescolamento possono passare tempi molto lunghi e l’acqua può raggiungere zone lontanissime (e magari molto abitate) con il suo carico di radioattività. La corrente del Golfo percorre migliaia di km e si inabissa solo in prossimità degli arcipelaghi artici a nord degli Urali. E durante il viaggio di ritorno ancora non è del tutto rimescolata…

  21. una tantum
    Ho discusso per anni su queste cose. In parte ti do ragione (pinguini), in parte no, perchè altrettanta “precauzione” (principio di) non viene adottata nei confronti delle altre situazioni. La soluzione per me si chiamerebbe TRASPARENZA totale (non ho mai condiviso quell’amore per la segretezza che gira – totalmente a torto e senza motivo – nell’ambiente della produzione di energia termica ed elettrica col nucleare).

    Nel caso specifico di fukushima, come per ogni reattore al mondo, hanno dovuto fare un rapporto preliminare di sicurezza che consideri ogni possibile impatto dell’ambiente sulla centrale e viceversa solo che “pare” semplicemente che alla voce tsunami quei tecnici pare abbiano detto “ci penseremo” o qualcosa del genere e quindi quel reattore non poteva esercire: il permesso “pare” sia stato accordato lo stesso… insomma servirebbe una bella inchiesta… non è certo un errore di progettazione… (noi ing. nucleari non siamo deficienti – prendiamo, da approfonditi studi geologi, tutti i dati sugli eventi massimi che mai potranno avvenire e li amplifichiamo alla grande per garantire che in ogni caso non ci siano effetti sulla sicurezza: se non succede questo è perchè c’è un motivo e non va cercato nella tecnologia).

    Riguardo alla diluizione in mare sono d’accordo con quello che dici e ho pure visto uno studio che tiene conto degli effetti che elenchi (in questo momento non ho sotto mano il link – ricordo che coinvolgeva circa 600 m di spessore dell’oceano). Il mio esempio serviva a dare una dimensione del problema: il senso, anche usando quei numeri, non cambia (è che non posso mettermi qui trattare le questioni legate alle concentrazioni di sostanze radioattive – chi è interessato vada ai documenti ufficiali dell’ICRP – sono su internet). E non cambia nemmeno considerando le perdite di acqua radioattiva che, come ho già detto, sono trascurabili alla grande (tanto per intenderci io ho usato una stima a spanne e ampiamente conservativa della radioattività realmente dispersa nell’ambiente da fukushima che ho letto di recente essere un ventesimo di quella che ho considerato io, e l’ho messa tutta nell’oceano, quindi i miei dati potresti tranquillamente dividerli per cinquanta o per cento – quella che è uscita adesso, poi, è una piccolissima parte del totale emesso, circa qualche millesimo di quella che ho considerato io, per cui anche se succedesse per migliaia di volte non la raddoppierebbe nemmeno). Riporto un paio di conticini:
    80 MBq/lt*300mc = 24 TBq in totale
    (non si sa di cosa ma ipotizzerei prevalentemente Cs137)
    Diluiti nell’acqua immediatamente davanti alla centrale diciamo 1km*300m e profondità 10m diventa 24E12/3E9 = 8000 Bq/lt
    Considerando che il tufo ha una media di 2400 Bq/kg (quindi al litro diciamo una volta e mezzo per via della densità, viene 3600 Bq/lt) si vede che la quantità di radioattività persa fa diventare l’acqua della zona immediatamente antistante la centrale (quella confinata che si vede dalle foto) un po’ più radioattiva di un materiale che usiamo normalmente per le costruzioni come il tufo: ogni allarmismo è quindi ingiustificato.

    Chiaramente questo non significa che l’incidente di fukushima sia poco dannoso per l’ambiente, né giustifica in alcun modo chi a suo tempo non ha previsto quel normale evento naturale. Ma da lì a spaventare la gente che non ha mezzi per capire il reale senso dell’evento, ce ne corre. Oltretutto non viene fatto nessun confronto su altri danni ambientali prodotti da altre fonti energetiche: quanto hanno inquinato quelle raffinerie che sono esplose col terremoto? Come mai gli ambientalisti non vanno lì a fare le pulci? Davvero pensi che quelle sostanze non siano cancerogene? Che abbiano fatto tutto il possibile per proteggere l’ambiente? Che il dano alla salute delle sostanze chimiche incontrollate sia superiore a quelle (poche per l’oceano e il mondo) radiazioni emesse da fukushima?

  22. x Pietruccio Soraperra
    Scusa, mi sono espresso non correttamente. Con “energia nucleare supportata da un adeguata tecnologia” intendevo che mi interesserebbe qualche informazione sulle centrali nucleari di ultima generazione, sul loro grado di affidabilità e sicurezza e se sono quelle che si sarebbero dovute adottare in Italia se non fosse malauguratamente naufragato l’ultimo referendum sull’ondata emotiva che tutti conosciamo. Purtroppo nel nostro paese, molte delle poche decisioni, scusa il gioco di parole, vengono prese sull’onda emotiva conseguente a qualche avvenimento, decisioni che spesso non portano a nulla e peggiorano le cose. Grazie comunque per le info del 28.01 e saluti.

  23. adesso Pietruccio Soraperra, te la prendi con gli ambientalisti perchè non protestano abbastanza? Quando i bene informati come te, aiuteranno a rendere pubblici altri misfatti, penso che la gente non si risparmierà di protestare.
    Tornando all’energia atomica, penso che questa richieda una perfezione nella progettazione e nella gestione, che non è propria dell’uomo. L’errore fa parte del nostro essere e la produzione dell’energia nucleare non ammette errori, pena conseguenze troppo rischiose.

  24. x plutonio
    Non “me la prendo” con gli ambientalisti (ho molti amici che lo sono e che stimo…).
    Diverso è il discorso di chi, fra chi si arroga il diritto di rappresentarli, ha accesso sui media e da lì spara su quello che vuole (e non spara su ciò che non vuole… l’editore dei media…): quelle considerazioni che fai sull’impossibilità di controllo del sistema produttivo e gestionale del nucleare vale pari pari anche per l’informazione, anche su quella tecnico-scientifica sopratutto se ci sono interessi astronomici dietro (ma a volte sono anche banali interessi diciamo “locali” di visibilità per chi si vuole lanciare nell’agone della ricerca di consenso – e i casi sono una miriade per cui a livello nazionale finiscono per pesare in modo decisivo pure loro, ecc…).
    Quindi quello che facevo era un esempio per mostrare come l’informazione che arriva e le “emozioni” che pilotano nella popolazione (perchè sono le emozioni, molto, molto, molto più della razionalità, che fanno prendere posizioni e decisioni, e chi lavora nei media lo sa bene) sono ben mirate in una precisa direzione nell’ambito di una realtà complessa che non è stata descritta (perchè non interessa descriverla): quello che interessava era far fuori il nucleare e il terremoto in giappone è stata una occasione fantastica (per loro).
    Il vero problema, quello che sta a monte di tutto è l’informazione, la facilità con cui si può manipolare la mentalità e il pensiero comune (common sense) della popolazione. Questa democrazia acerba in cui viviamo non si è nemmeno posta il problema in modo serio (soprattutto nel nostro paese). E’ una questione sociale: se ne parla da quando ero bambino, ma solo da adulto comincio a capire cosa intendevano dire quelle persone (erano “intellettuali” degli anni ’60). Chissà se vivrò abbastanza per vedere che finalmente ci si decida ad affrontare il problema: dubito.
    In questo ambito chi è abbastanza informato su un qualche argomento non ha nessuna possibilità di dare un’informazione a qualcuno. Se ad esempio intervenisse qui uno di quelli ben informati (io li definirei “addestrati”) all’antinuclearismo, e io avessi voglia di rispondere, nessuno di chi segue questa pagina avrebbe modo di capire chi dei due sta mentendo.
    In più, come ho detto sopra, spesso i commenti che faccio per puntualizzare su delle immani castronerie che leggo (almeno chi legge sa che esiste anche un parere contrario – di più non si può avere) non vengono proprio pubblicati (qui sì, e ringrazio), in altri casi li vedo apparire per un attimo e dopo spariscono (sarà un hacker che mi insegue sul web?), in altri casi vengono seppelliti da centinaia di commenti contrari (anche molti insulti e auguri che mi prenda qualcosa), o la discussione passa in secondo piano (cioè viene degradata verso link che nessuno clicca più…), ecc… e dopo trasmissioni particolarmente “aggressive” (in particolare qualcuna di rai3) non riesco più nemmeno a parlare coi miei colleghi, che me ne dicono quattro pontificando (sul nucleare, per il resto siamo amici) e poi si girano dall’altra parte senza nemmeno ascoltare una replica.
    Non so se mi sono spiegato: sto tentando di dire che o i grandi gruppi d’investimento decidono che è arrivato il momento di fare il nucleare e quindi mettono in campo giornalisti, scienziati, attori, cantanti, anchorman, movimenti e sottoboschi vari dando l’immagine che il nucleare è “nuovo” e “bello” ecc… oppure non si fa e la popolazione non saprà mai né i veri motivi per cui converrebbe farlo né quelli che consiglierebbero il contrario.
    Del resto un’informazione approfondita che consentisse un’analisi critica richiederebbe anni di studio (le informazioni si trovano, anche su letteratura tecnica, ma sono molto difficili), una buona cultura di base, una predisposizione per queste materie (tutte cose di cui molta gente dispone) più una serie di informazioni che ha solo l’industria nucleare, ma quelle si conoscono solo in pare, e quindi diventa difficile comunque farsi un quadro completo: del resto, come dicevo qualche commento sopra, le aziende che fanno nucleare sono impegnate anche nelle rinnovabili vecchi e nuove (dove piovono fiumi di soldi facili anche con bassi investimenti e senza l’assillo della produzione [tanto quella si fa con le fossili]) e nelle fossili: chi glie lo fa fare?

  25. x sun down

    L’energia atomica serve a coprire i consumi dell’industria pesante ed è in concorrenza col carbone e col gas solo per l’uso anomalo che facciamo di quest’ultimo prodotto (siamo i maggiori consumatori al mondo pro capite di questo prezioso materiale).
    La differenza è che l’energia atomica è infinitamente più pulita e rispettosa dell’ambiente rispetto alle fossili (il dettagliato studio europeo sui costi esterni – che trovi in internet – lo pone a livello delle migliori, come l’eolico, e il calcolo è stato fatto comprendendo l’incidente di chernobyl, che ben poco ha a che vedere con la produzione pacifica di energia elettrica di stampo occidentale… fukushima non cambierebbe le cose visto che ha emesso molto meno e nel frattempo sono passati molti anni e quindi è stata prodotta molta energia elettrica in modo pulito dalle altre centrali atomiche).
    Analizzando bene i dati si vedrebbe anche che il nucleare – a differenza di quello che pensa la maggior parte delle persone – non ha niente a che vedere con le rinnovabili: è come paragonare il trasporto via treno con una bicicletta o un motorino (quale nazione direbbe “non facciamo i treni tanto ci sono le bici”? se la gente conoscesse l’energia – che non è solo elettrica – capirebbe che dire non facciamo il nucleare tanto ci sono le rinnovabili, è la stessa cosa dell’esempio treno-bici).
    Quando si dice “nucleare di ultima generazione” invece bisogna capirsi, perchè c’è quello “vero” che sono i reattori tipo EPR o AP1000 della III e III+, che sono delle ottimizzazioni di quelli maggiormente in uso costruiti negli anni ottanta. Chiaramente sulla carta offrono degli standard di sicurezza, funzionalità, rendimento ecc… eccezionali, ma finchè la filiera non sarà consolidata è difficile valutarne pregi e difetti reali: sicuramente fra i pregi c’è una progettazione quasi interamente “passiva” che mette al sicuro in modo totale la popolazione anche nei confronti di eventi alla fukushima (e da tutto il resto) anche se le abbondanti ridondanze non lo renderebbero necessario, viceversa fra i difetti c’è sicuramente l’altissimo costo dovuto all’abbondanza con cui vengono dimensionati i dispositivi che presiedono alla sicurezza e all’affidabilità. Sicuramente hanno creato problemi a olkiluoto e in francia (dove sono in costruzione) alcune scelte innovative (una introduzione massiccia dell’elettronica) e una certa perdita di abitudine al rispetto delle specifiche da parte delle aziende non più avvezze a lavorare in un ambiente ipercontrollato (ai fini della sicurezza) come quello nucleare (per parecchi anni l’industria del settore ha stagnato e anche adesso non è certo che sia florida).

    Se ti riferisci ai reattori di IV generazione, invece, beh, devono ancora venire e senza un investimento massiccio da parte di molte nazioni avanzate sul nucleare convenzionale, non verrà mai fatto: peccato, perchè sarebbe proprio quella la tecnologia giusta che dispone di riserve per decine di migliaia di anni in abbondanza, ma presenta difficoltà di un ordine superiore: un conto è averne costruito qualcuno, pure ottimamente funzionante come il phenix francese, un conto è commercializzarli con impianti di dimensioni notevoli, come il superphenix, sempre francese. Lì, o si fa una scelta decisa, anche con investimenti molto pesanti per un ritorno in tempi lunghi per provare le diverse strade ipotizzate (mi pare siano 6, ma ce n’è pure qualcun’altra fuori dal progetto), o si va poco avanti (come sta succedendo adesso).

  26. ciao

    se si fosse perseguita una linea di sviluppo del nucleare (per fortuna ci abbiamo messo una grossa croce sopra) si sarebbero riaperte le centrali site in valpadana e si sarebbero costruite anche altre centrali.
    Se si verifica un inccidente in Valpadana, luogo unico al mondo sul piano climatico, con inversione termica invernale permanente, ricambio d’aria esclusivamente agli equinozi, formazione di cusscini d’aria fredda con caratteristiche di viscosità, resistenzza e resilienza esaltate dalla particolare conformazione del catino, l’unica cosa che si può fare è evaquare 40 milioni di persone. C’è altro da dire ? Servono a qualcosa cifre e pareri ?
    Il resto del territorio è a forte rischio sismico.

  27. La progettazione di una centrale atomica prevede uno studio accurato (e costosissimo – parecchi milioni di € solo la messa a punto di questo documento che si chiama rapporto preliminare di sicurezza) in cui si analizzano in modo professionale, con strumenti, statistiche e relazioni documentate e firmate (quindi con gente che si assume responsabilità) su tutti gli aspetti dell’ambiente circostante con valutazioni quantitative anche (ma non solo) degli aspetti che citi in modo anche da fare un piano di monitoraggio completo della situazione prima e durante l’esercizio dl reattore. Gli studi riguardano sia il normale funzionamento che, a maggior ragione, tutto quello che può succedere in occasione di qualsiasi incidente ipotizzabile studiato con l’albero dei guasti (che porta a studiare l’evoluzione di in incidente in tutte le maniere possibili). Della cosa poi viene informata la popolazione che potrà partecipare a dibattiti pubblici e porre domande e chiarimenti. Il rapporto preliminare di sicurezza studia tutti gli impatti che può dare l’impianto al territorio e tutti gli impatti che può produrre il territorio sull’impianto. Sono molte migliaia di pagine e disegni.

    Se non c’è l’approvazione dell’ente di sicurezza (che ovviamente dev’essere autonomo) al rapporto preliminare di sicurezza la progettazione di dettaglio della centrale non può neanche partire. Chiaramente, passo passo, mano mano che la progettazione va avanti, ogni documento e decisione dev’essere sottoposta all’approvazione dell’ente di controllo ed eventuali modifiche fanno riprendere l’iter da principio, attraverso una operazione pesante e costosissima (è per questo, cioè per la sicurezza, che le centrali costano tanto – il costo della sicurezza e di queste procedure di garanzia della qualità – molto più complesse di come sto descrivendo qui – fa aumentare di 5 volte il costo rispetto alla normale produzione di uno stesso pezzo. L’iter naturalmente continua in modo analogo in sede di costruzione, messa a punto ed esercizio, con responsabilità che sono personali (non è possibile seppellirle sotto una catena infinita di subappalti) e documentate per ciascuno, dal saldatore, al fornitore delle viti o delle pompe, a chi ha controllato, a chi ha verificato i documenti, a chi ha dato il permesso ecc… ci sono i nomi e i documenti di tutti.

    Naturalmente non c’è nessun problema a costruire in zona sismica: semplicemente, nel rispetto delle condizioni geologiche locali del suolo, aumentano i carichi sulle strutture (al giorno d’oggi non è certo un problema progettare in relazione a carichi anche consistenti no?) e quindi un po’ il costo (che, come avrai capito, non è certo dovuto a un po’ di materiale in più o in meno, o più o meno costoso).

    Nè tanto meno risultano condizioni per cui si debbono evacquare milioni di persone… proprio gli incidenti di chernobyl e fukushima hanno confermato quello che già si sapeva da studi teorici sulla diffusione delle sostanze radioattive, con la differenza che i reattori di III generazione (gli EPR che avrebbe dovuto costruire l’italia secondo quanto qualcuno diceva nel 2008) non hanno problemi nel caso anche della fusione del nocciolo nonostante il fatto che, in base all’albero dei guasti, venga ritenuta impossibile.

    Un discorso analogo sull’impossibilità di fusione del nocciolo vale per i reattori di seconda generazione avanzata (quelli tipo montalto di castro, che avrebbe costruito l’italia negli anni ’80) che, anche se non hanno un dispositivo apposta per raccogliere il core fuso, comunque hanno ben altri standard e gestione rispetto a fukushima.

    Il reattore RBMK di chernobyl, poi, non ha niente a che fare coi nostri
    http://it.wikipedia.org/wiki/Reattore_nucleare_RBMK
    né tanto meno la gestione irresponsabile, e certo non orientata alla produzione di energia elettrica, dello stesso.

    Quindi, come si capisce da quello che ho scritto sopra, i due incidenti su cui si sono basati gli italiani per dire no al nucleare coi referendum seguiti a ruota, hanno ben poco a che fare con la nostra tecnologia e con quello che avrebbero avuto sul territorio italiano: naturalmente la potentissima propaganda antinucleare ha fatto di tutto per fare in modo che la popolazione non fosse informata sulle sostanziali differenze fra i nostri sistemi e quelli che hanno provocato gli incidenti suddetti. Detti incidenti sono poi stati descritti con fantasia e malafede gonfiandone a dismisura emissioni e conseguenze.

    In pratica è stato descritto un mostro mitologico ridicolo e paradossale, che niente ha a che vedere con la tecnologia nucleare, ed è stato chiesto per mezzo di un referendum se i nostri connazionali lo volevano sul territorio. Cosa volete mai che abbiano risposto: no. A quel mostro avrei detto no anch’io, ma non è quello il nucleare.

    Tanto per avere un termine di paragone realistico tra favole e realtà è interessante l’articolo del giornale scientifico “Le scienze n.465” che descrive la situazione vent’anni dall’incidente (la natura è quanto mai rigogliosa, sono smentite tutte le conseguenza su danni genetici e biodiversità, la popolazione che è rimasta sta bene compresi gli animali domestici – ovvio, la dose è analoga a quella che c’è a roma in piazza san pietro, dove non risulta che ci sia un tasso di tumori superiore al normale, per non parlare di zone della terra dove ci sono popolazioni che vivono in ambienti anche 5-10 volte più radioattivi e stanno benone, fra cui la zona del kerala dove sono detenuti i nostri marò
    http://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_di_radioattivit%C3%A0_naturale
    http://www.atomiperlapace.it/articoli/energia-nucleare/42-la-radioattivita-e-sempre-un-male-assoluto
    ).

    Vieceversa nessuno ha fatto presente agli italiani (nessuno HA POTUTO far presente, perchè l’accesso ai media lo danno solo a chi dà informazioni di “un certo tipo”) quanto inquinanti per la terra e quanto pericolose per la salute sono state le fonti di energia che sono state usate in alternativa al nucleare. E non si pensi che sia stato fatto come promesso del risparmio energetico: dall”87 al 2008 il consumo di energia elettrica è aumentato del 50% e quello di energia primaria (è circa 6 volte tanto il consumo di energia elettrica) del 30-35%. Si è semplicemente consumato gas al poso del nucleare. Sicuri sicuri che l’impatto sia inferiore? (gli studi dell’UE dicono che il gas è molto ma molto più inquinante in termini di “costi esterni” del nucleare, che è paragonabile all’eolico ed ha un impatto, compresi gli incidenti, sia chiaro, inferiore al fotovoltaico, che richiede molta ma molta energia per essere prodotto.

    Ecc………
    Chiudo qui, perchè ci sarebbe da scrivere 20 libri per smentire i più importanti luoghi comuni, e ancora non ci sarebbe chiarezza…
    Insomma, informatevi un po’ da soli, ma per bene… a seguire i pifferai magici si finisce per morire affogati.

  28. sulle ottimistiche conseguenze dell’incidente, ti riferisci a Chernobyl? Mi pare che solo qui in Apecchio abbiamo avuto diversi testimoni diretti che purtroppo non godevano di buona salute.
    Un altro aspetto che ritengo molto critico, ma che non hai trattato, riguarda lo smaltimento delle scorie. Con casi come “la terra dei fuochi” come si può essere tranquilli e fidarsi della buona gestione di materiali pericolosi come le scorie radioattive?

  29. Qui trovi le informazioni scientifiche spiegate in modo semplice su un po’ tutte le questioni riguardanti la produzione pacifica dell’energia atomica
    http://www.zonanucleare.com/scienza/scorie_nucleari.htm
    http://www.world-nuclear.org/Information-Library/
    in particolare per quanto riguarda le scorie
    http://www.world-nuclear.org/info/Nuclear-Fuel-Cycle/Nuclear-Wastes/Waste-Management-Overview/
    http://www.world-nuclear.org/info/Nuclear-Fuel-Cycle/Nuclear-Wastes/Radioactive-Waste-Management/
    http://www.world-nuclear.org/info/Nuclear-Fuel-Cycle/Nuclear-Wastes/Synroc/
    http://www.world-nuclear.org/info/Nuclear-Fuel-Cycle/Nuclear-Wastes/Radioactive-Wastes—Myths-and-Realities/

    mentre una introduzione in italiano che avevo già citato (mi pare)
    http://www.archivionucleare.com/index.php/2009/11/25/scorie-radioattive-mito-ridimensionare/
    dove anch’io sono intervenuto spesso nella discussione che seguiva l’articolo per tentare (spesso senza riuscirci) di sfatare miti, fraintendimenti e giochi di parole ecc…

    In sostanza le scorie radioattive (il discorso sarebbe molto articolato – -qui semplifico), sono fatte o di materiale ceramico (se non vengono ritrattate) o di materiale vetroso (vetro R7T7 o Synrock – sono materiali amorfi a cui le radiazioni “fanno un baffo” anche nei milioni di anni) e passate poche decine di anni sono molto molto meno radioattive, praticamente dopo qualche migliaio di anni ci potresti fare i mattoni di casa… basta che non le mangi, e io gente che mangia vetro, roccia o ceramica non ne conosco. Per sicurezza vengono comunque seppellite da 500 a 1000 metri sottoterra in rocce stabili per milioni di anni dunque… dov’è il problema?
    I mille dettagli e le mille risposte le trovi nei siti e nelle discussioni che ti ho citato: adesso non posso entrare qui per l’ennesima volta nelle solite infinite questioni. Specifico solo che mi sto riferendo alla tecnologia nucleare dalla seconde generazione in poi (dagli anni ’70 e per i reattori gestiti correttamente). Chiaramente resta una eredità di una gestione “disinvolta” del periodo pionieristico che ha lasciato piscine piene di liquidi radioattivi in varie parti del mondo dando per scontato che la crescita della tecnologia e soprattutto del mercato nucleare avrebbe risolto naturalmente la gestione di quelle scorie, invece si è fermato tutto e non ci sono più le risorse (economiche intendo – non certo tecnologiche) per smaltire quei materiali.

    Riguardo a chernobyl ti posso garantire che la dose che è arrivata in italia e totalmente trascurabile: secondo ENEA sono arrivati materiali che hanno dato in italia 0.3 mSv il primo anno e altri 1.3 mSv diluiti a decrescere in totale nei successivi 80: cioè una persona molto giovane presente allora per effetto di chernobyl ha preso e sarà circondata nella propria vita da materiali che gli daranno una dose di 1.6 mSv in totale in 80 anni per tutta la vita (quindi una media di 0.02 mSv): sono tanti? sono pochi? SONO POCHISSIMI: nel frattempo il fondo naturale avrà irradiato il soggetto di 3.1 mSv all’anno e altri 1.1 mSv all’anno li prenderà l’italiano medio per altre attività antropiche normali (tipo le radiografie a scopi sanitari) per un totale di 336 mSv! Cioè chernobyl ha portato alla popolazione italiana una dose trascurabile, 200 volte inferiore a quella che prendiamo normalmente per le normali attività e per il fatto che pure noi siamo radioattivi (autodosi 30 volte maggiori di quello che ci ha dato chernobyl). Oltretutto la dose naturale, come ho detto sopra, non risulta faccia niente neanche in siti dove la radioattività è dieci volte tanto.

    Quindi tutti quei medici, infermieri,veterinari, uomini di spettacolo, giornalisti, gente comune ecc… che ad ogni tumore hanno dato la colpa a chernobyl hanno semplicemente detto un nonsenso perchè niente sanno né sulla radioattività, né sull’incidente e sulle sue emissioni (e nemmeno sulle statistiche dei tumori che non evidenziano nessun incremento anomalo dopo chernobyl – ovvio, con le dosi che ha portato – la mortalità per tumore è addirittura diminuita – controlla il sito ISTAT). Il problema come vedi è tutto mediatico e di cattiva informazione: e io ho citato SOLO dati ufficiali di ENEA e ISTAT. Lo stesso (ma più complesso da commentare) in sostanza dice la relazione dell’organizzazione mondiale della sanità (cioè la dose alla popolazione russa, ucraina e bielorussa non ha prodotto né incrementi misurabili di tumori, né maggiori quantità di malformazioni congenite, che sono addirittura più basse della media nella popolazione irraggiata, segno che la radioattività a quelle basse dosi non c’entra niente, ma solo un incremento (prevedibile) nei tumori alla tiroide dei bambini esposti allo iodio 131 che sparisce dopo poche settimane – non sto certo dicendo che sia cosa da poco, ma si tratta di qualche migliaio di casi, curati per la maggior parte, e niente a che vedere con l’ecatombe che vi hanno raccontato). A fukushima le autorità sono state ben attente a proteggere la popolazione dal rischio I131 e infatti non risulta nessun caso di morti o tumore da radiazione. Chiaramente già a qualche decina di km dalla centrale non c’è più nessun problema e la radioattività è paragonabile a quella naturale.

    Riguardo alla gestione non affidabile che potrebbe avere il nucleare nel ostro paese, vedendo cosa è successo all’ilva, a seveso, nella terra dei fuochi ecc… e la carenza del sistema dei controlli ecc… ti dico che anch’io non sarei d’accordo a fare il nucleare qui adesso. Ma il problema è che dobbiamo deciderci a diventare un paese di persone adulte, non è che possiamo farci inquinare e ammazzare da veleni da tutti i furbetti che girano da queste parti e poi, come unica politica ambientale dire no al nucleare! Non mi pare certo questa una soluzione. Dobbiamo invece mettere in piedi una nazione che consenta di adottare le soluzioni tecnologicamente più avanzate e che meglio rispondono alle esigenze della popolazione, con un sistema di controlli, una trasparenza, e anche un’informazione chiara e non manipolata che ci consenta di vivere tranquilli noi e i nostri figli.

  30. Petruccio, sei impagabile: si spendono milioni, dici, per fare uno studio serio (!) sulla collocazione degli impianti nucleari. In modo persuasivo e democratico (…).In maniera partecipata pure ! Ma che film guardi? Spiegami come mai in Italia si sono fatti impianti “padani”, alla luce della particolare situazione climatica del catino padano, nella quale un incidente comporterebbe una catastroofe di proporszioni mai viste, ne? immaginate, ne’ immaginabili. Il fatto è che, data la portata inammissibile delle conseguenze, certi rischi non si possono proprio correre. Se dobbiamo “diventare adulti”, come dici tu, penso che si debbano perseguire altre strade.
    Col tipo di civiltà cui abbiamo dato luogo e dato il paradigma imperante, non esiste neppure una fonte capace di soddisfare i nostri smisurati desideri (e consumi).
    E poi, mi dici dove lo trovi un responsabile in caso di incidente? Non che la cosa sarebbe consolante, ma avere un nome, una fotografia, un indirizzo di un responsabile certo dei procedimenti e degli impianti, potrebbe essere di temporaneo sollievo.

    Un’altra cosa: dici che non ci sono problemi a costruire in zone sismiche, basta struttuarre gli impianti in modo adeguato. Mo’ xa dichi ? Laddove si producono fagliature in superficie, nessun impianto costruito dall’uomo (nè del resto alcun edificazione naturale, come le montagne) è in grado di resistere.

  31. Le conseguenze “padane” che descrivi sono una tuo punto di vista personale. Non ho voglia di entrare nel merito, ognuno crede ciò che vuole: la scienza e la tecnologia, però, sono un’altra cosa e gli studi del rapporto preliminare di sicurezza rientrano in quest’ultima categoria.

    Se hai lavorato su cose “serie”, quelle che possono dare seguito a conseguenze, sai che il fatto che ci sia la responsabilità e che questa arrivi fino in fondo, a tutti gli attori del processo produttivo, fa una grande differenze sul come si lavora. Non è una questione di “ripicca” per avere qualcuno da “punire” una volta che il danno c’è stato, è una questione di far sapere, a chi esegue una lavorazione o un controllo, che il responsabile è lui, proprio lui. Oltretutto, in “garanzia della qualità” (è un modo di lavorare – nel nucleare è parecchio più restrittivo di quello aerospaziale per intenderci), la catena è molto ampia per cui se anche ci fosse un irresponsabile ce ne sarebbero comunque mille altri non disposti a coprirlo.

    Allora come è potuta accadere fukushima? Semplice, puoi tranquillamente darti una risposta (se conosci il mondo della produzione).

    “E poi, mi dici dove lo trovi un responsabile in caso di incidente?” ????????
    Ho proprio detto l’opposto della osservazione che fai. Lo ripeto: garanzia della qualità vuol dire che hai nome, cognome, ruolo di tutte le migliaia di persone coinvolte dalla progettazione, all’esercizio, ai controlli: se succede qualcosa li vai a prendere tutti, uno per uno e ognuno risponderà di quello che ha fatto o non ha fatto. Ci sono nazioni che non lo fanno? Lì io non vorrei che si facesse il nucleare. In italia è stato fatto con le centrali di II generazione degli anni ’70-’80 (caorso e montalto di castro… mai finita… e ovviamente sarebbe stato applicato a tutte quelle successive)? Assolutamente SI.

    Sulla sismica vedo che non sei molto ferrato. Non è che siamo all’anno zero. In italia, ad esempio non ci possono essere sismi superiori a M7. Oltretutto sono già uscite da un pezzo le NTC 14/01/2008 (che stanno per essere aggiornate) e che si basano su uno studio accurato del territorio e nel caso di un impianto nucleare gli studi che vengono fatti sono molto più approfonditi. Problemi locali di liquefazione del terreno o amplificazione sono noti e ormai si applicano obbligatoriamente anche per gli edifici convenzionali (allora come mai cadono ancora gli edifici? semplice: non hanno rispettato le norme nuove – del resto sono uscite nel 2008 e la maggior parte delle case e dei capannoni sono state costruite prima – il sisma dell’emilia, ad esempio, è avvenuto in una zona in cui l’INGV aveva già indicato la pericolosità e anche l’entità del sisma prossimo venturo, solo che non è semplice andare in una regione e imporre la ristrutturazione di tutte le costruzioni esistenti, quindi non è stato fatto e sono emersi i punti deboli della normativa precedente). Notare che caorso è stata costruita negli anni ’70 ma per il nucleare già allora si adottavano i criteri moderni dell’antisismica e pur trovandosi in zona non sismica è stato progettato con gli stessi parametri sismici di quelli di fukushima – zona più sismica della terra (questo non ti dice niente sulle differenze che sono fra noi e il giappone? e il livello di sicurezza accettabile per loro e per noi? osservare che le centrali di fukushima si sono rotte per lo tsunami e non per il terremoto). In pratica, caorso, e ancor di più montalto, avrebbero retto senza una piega a un terremoto come quello di messina (e anche a quello del giappone) essendo stati progettati su uno tipo quello (progettati! questo vuol dire che in pratica reggono parecchio di più) pur trovandosi in zona non sismica l’uno e debolmente sismica l’altro.

    In ogni caso, in presenza di un grosso sisma il reattore viene comunque spento e messo in sicurezza. La base rigida in calcestruzzo armato di alcuni metri dell’ISOLA NUCLEARE (completamente isolata dal resto del mondo – non è che ci sono tubi che scorrono e portano pezzi di core in giro come pensa la gente – è tutto chiuso con doppie valvole dal’interno e dall’esterno: la rottura di un tubo verso le turbine non comporterebbe niente) sopporta benissimo anche una variazione consistente delle quote differenziali del terreno e del sedime dello stesso.

    Chiediti invece come mai gli ambientalisti(si fa per dire) non pongono mai queste questioni riguardo, ad esempio, dei rigassificatori o dei gasdotti o di altri impianti pericolosi. Ti sei chiesto cosa succederebbe se un terremoto che produce una faglia di superficie spaccasse in due un rigassificatore? Lo sai che l’energia contenuta in quel gas (che diventa esplosivo) è pari a circa 50 atomiche tipo hiroshima?

    Ti illudi davvero che avendo fatto fuori (ignobilmente) il nucleare siamo al sicuro?

    La realtà è che abbiamo fatto fuori una tecnologia sostanzialmente sicura, ma massacrata dai media, e stiamo adottando di fatto (al di fuori della legge) le peggiori pratiche ambientali all’insaputa della gente. Al massimo i bubboni saltano fuori quando il danno c’è stato (ilva, terra dei fuochi…).

    E in questo quadro i movimenti ambientalisti cosa fanno? Festeggiano come una vittoria la moratoria nucleare… bel risultato davvero!

  32. Una Tantum,
    Pietruccio Soraperra è un Ingegnere, laureato in Ingegneria Nucleare ( informazioni reperite tranquillamente e liberamente in rete digitando semplicemente nome e cognome). Chi meglio quindi dell’Ing. Soraperra può chiarire tutti i controversi aspetti relativi alla “questione” nucleare ( sia pure da una posizione favorevole al nucleare). Credo quindi che tutti, sia favorevoli che contrari , debbano essere grati all’Ing. Soraperra per tutte le informazioni che ci ha fornito in questi ultimi giorni, riuscendo , con la collaborazione di tutti, a rendere l’argomento veramente interessante.

  33. mah, guarda, proprio da queste parti di rigassificatori e di gasdotti se ne è parlato parecchio e se ne parla ancora. Informati bene.

    riguardo alla liquefazione del terreno, non parlavo di quello; parlavo delle fagliature con dislocamento del piano di campagna. Non esistono opere umane inn grado di resistere.

    La questione “padana”: il clima non è un opinione personale e non lo è neanche la geomorfologia.

    Personalmente penso che sia stata una fortuna che (per la seconda volta) il referendum abbia dato risultati chiari. Due referendum. Ogni volta che il movimento filonucleare, dotato di media, di soldi, di tecnici e di politici d’assalto tenta il colpo grosso capita un incidente nucleare. Che sfortuna, eh? Speriamo che ora basti, sennò c’è il rischio che ce ne capitino ancora.

    La tua ostentata e reiterata fiducia nei sistemi di controllo “tecnico” e “democratico” dei processi “quasi mi sgomenta”. In un paese come il nostro poi. Suvvia….

    Sun down, il fatto che l’ing. Soraperra partecipi a questo forum “paesano” mi fa sinceramente piacere, ma le tesi che pone non mi trovano (evidentemente) d’accordo. Il fatto che si tratti di un ingegnere nucleare non cambia le cose e la sottile reverenza per tale titolo, che mi sembra di cogliere nelle tue parole, è per me fuori luogo. Si tratta semplicemente di una chiacchierata tra persone e, personalmente non sento il desiderio di esperimere ringraziamenti. Al più, posso affermare che apprezzo il tono pacato della conversazione. Una conversazione forse un po’ surreale, perchè fatta a posteriori e fuori tempo massimo…passiamo ad altro.

  34. Sui rigassificatori il dibattito è locale (a esempio non ho visto gente mobilitata in tutta italia per fare manifestazioni (che so?)a livorno che blocchino la costruzione come è avvenuto invece per l’impianto di montalto con un vero e proprio assedio).

    Sul nucleare l’azione propagandistica contraria è nazionale e più, con una risonanza immensa sui media quasi tutti schierati più o meno apertamente contro il nucleare – è vero l’esatto opposto di quello che citi a un certo punto: i mezzi, il tempo, l’accesso abbondante ai media, ecc… ce l’hanno gli “altri”, quelli che non lo vogliono (e stanno facendo fior di affari con le fossili e le (finte)politiche “green” di questi tempi.

    Riguardo alla liquefazione: non è l’unica cosa che ho detto. Ho detto anche che non siamo all’anno zero riguardo alla geologia, alla tettonica, alla geotecnica, ecc…: quindi, con quella affermazione, comprendo anche il rischio di fagliatura ecc… oltre alla resistenza delle strutture che per un impianto nucleare sono molto molto resistenti e sovradimensionate facendo dell’isola nucleare un oggetto estremamente compatto: sarei curioso di vedere cosa succederebbe se si aprisse una faglia (ovviamente non vengono progettati per questo dovendo essere escluso il sito da fenomeni del genere) perchè credo che resteresti molto deluso (tu parli per convinzioni (chissà con chi hai parlato), ma io faccio anche lo strutturista… non ho fatto certo i conti, ma a occhio e croce… non so se hai idea di quanto e come viene armato il contenimento in calcestruzzo e acciaio di un reattore…).

    La questione rischi di vario genere e tipo, così come quella “padana”, apre ad atteggiamenti di carattere dogmatico (“la padania si riempirebbe di radiazioni e questo è vero, punto! quello che dicono gli studi dei migliori scienziati ambientali che abbiamo, gli studi e la raccolta dati condotte per anni, le simulazioni ecc… non valgono niente, così come i dispositivi, le barriere e il conteggio di previsione di chi progetta i reattori, che ovviamente non sanno niente di radioattvità, di materiali, di reazioni nucleari ecc…”: molti ragionano così no? basta crederci), so bene che non c’è nessuna possibilità di un confronto con gli antinucleari che adottano atteggiamenti di tipo “scettico” su quello che dicono gli altri e dogmatico-ideologico sulle proprie, che ovviamente smontano ogni cosa gli si dica: ma questo è qualcosa che risiede nella psicologia, non nella tecnologia.

    Il fatto è che alla “fine della fiera” il risultato è che noi compriamo 80 km cubi di gas all’anno (una volta e mezza il volume del lago di garda) a prezzi maggiorati di un 20-25%. Su questo ti do ragione (e se leggi sopra l’ho scritto parecchie volte): siamo fuori tempo massimo, la situazione si è cristallizzata così e non è più modificabile per molti decenni, oltre al fatto che questa classe dirigente (con tutti gli scandali che saltano fuori praticamente ogni giorno) non dà certo quell’affidabilità necessaria a intraprendere opere importanti (anche questo e cosa secondo me si dovrebbe fare l’ho scritto sopra). La discussione sul nucleare in italia è ormai solo un “pour parler”, solo che quando vedo scrivere certe enormità come questo articolo e altri che escono con dovizia, abbondanza e regolarità (ne è appena uscito un’altro, di un demenziale… ma di un demenziale… del resto la propaganda si fa così… a quello non ho risposto: lo faccio ormai solo molto raramente, del resto non posso certo impedire io che i miei connazionali si facciano fregare in modo sistematico).

  35. …Pietruccio, forse non te ne rendi conto ma, a me sembra, che l’atteggiamento dogmatico sia proprio il tuo. Continui a sostenere la bontà del nucleare, l’alto profilo degli studi ( e fin qui …) e la pulizia asettica, logica e democratica dei processi decisionali (argh !).
    La storia del nucleare è disseminata di incidenti, che hanno creato diffidenza nella gente. La diffidenza si è estrinsecata come sappiamo e in modo netto.

    Sei uno strutturista e dici, correggimi se sbaglio, che esistono strutture in grado di resistere alle fagliature. Questa mi pare grossa. In letteratura si trova il contrario. Però non penso che tu sia uno sciocco quindi, appena mi capita, sottoporrò la questione ad uno o più geologi e a qualche edile.

    Sulla questione climatica; è così, l’area padana si riempirebbe di radiazioni e non ci si potrebbe far nulla, perchè la situazione orografica, geografica e climatica dell’area è, peer certi versi, davvero unica. Lo dicono, per l’appunto, alcuni dei migliori scienziati.

    Però, Pietruccio, anche se capisco benissimo che per un ingegnere nucleare vivere in Italia non deve essere il massimo, non mi propinare la tesi che tutto il mondo è contro quei poveracci del nucleare, indifesi e tapini, soccombenti di fronte alle folle fatte di “persone comuni”, ignoranti e feroci. A me risulta che la lobby del nucleare sia ben fornita di quattrini, e che possa permettersi di acquistare politici, giornali e giornalisti, televisioni, scienziati, bidelli, giornalai, ecc. Infatti il nucleare era appoggiato da tutte (quasi) le forze politiche. Si è trattato di un inedito confronto diretto tra la gente “comune” e la schiera dei potenti; che per una volta hanno avuto la peggio.

    Comunque credo che abbiamo “seccato la vena”; non interviene più nessuno e siamo rimasti in due a chiacchierare. Da gusto lo stessso. Beh, buona notte.

  36. “ottoporrò la questione ad uno o più geologi e a qualche edile.”
    E’ qui il punto: loro non sanno com’è fatta l’isola nucleare di un reattore.

  37. “Sulla questione climatica; è così, l’area padana si riempirebbe di radiazioni e non ci si potrebbe far nulla, ”
    chi sostiene l’antinuclearismo parala di quantità immense di radiazioni che ci sarebbero arrivate (anche nell’area padana) da chernobyl… mettetevi d’accordo…

    La realtà è che i reattori un po’ più nuovi, già tipo caorso, a maggior ragione montalto, e molto di più gli EPR che dovevano essere fatti secondo la finta (è un po’ complicato spiegare qui il perchè) dell’ultimo governo di destra, non danno luogo a fenomeni tipo il vecchio reattore di fukushima perchè hanno un sistema di contenimento molto molto più ampio, e poi qui non avrebbero preso certo il permesso di esercire senza le condizioni di sicurezza (malfunzionamenti e corruzione a parte di cui abbiamo già parlato).

  38. “…non mi propinare la tesi che tutto il mondo è contro quei poveracci del nucleare, indifesi e tapini, soccombenti di fronte alle folle fatte di “persone comuni”, ignoranti e feroci…”
    Non mi pare di aver propinato una tesi del genere. Sto solo dando per scontato che tutti a questo mondo fanno il loro interesse. Le ditte che fanno nucleare fanno anche l’energia elettrica con le fossili e con le rinnovabili… e per loro è infinitamente più conveniente fare impianti con bassi costi d’investimento (fossili) e ancora di più se vengono coperti d’oro senza lo stress di dover produrre (FER): a produrre ci pensano le fossili. Non hanno nessun interesse, invece, a fare un discorso strategico: questo nuovo capitalismo vive alla giornata e specula più che può…

    Morale: nessuno ha interesse a spingere per una tecnologia strategica, di interesse diciamo “popolare”, che richiede grossi finanziamenti oltretutto ad rischio perchè ogni minimo inconveniente viene pompato dai media e può dare origine a blocchi per questioni di carattere sociale che manderebbero a gambe all’aria l’investimento.

    Se invece vuoi capire un po’ dei giochi che ci sono dietro leggiti la storia di felice ippolito per esempio qui
    http://www.fisicamente.net/SCI_SOC/index-1838.htm
    osserva che saragat (presidente della repubblica) comincia a sparare a zero sul nucleare al ritorno dagli USA…
    è roba vecchia ma la sostanza non cambia: le decisioni si prendono in base a interessi economici, l’informazione (la disinformazione, in questo caso) alla popolazione è un dettaglio di contorno.

  39. …malfunzionamenti e corruzione a parte di cui abbiamo già parlato)….
    malfunzionamenti del sistema dei controlli, intendo…

  40. Nessuno risponde più perchè “non c’è più sordo di chi non vuol sentire”.

    Entrambi (Soraperra/una tantum) rimanete arroccati sulle vs.convinzioni. Convincimenti maturati nel tempo e pertanto non scalfibili dalle reciproche argomentazioni per quanto ottimamente delineate, specie quelle quelle “tecniche” dell’ing.Soraperra.

    Penso che prima o poi dovremo ricorrere al nucleare. Non possiamo permetterci un +30% di costo dell’energia.
    La ragione e la razionalità dicono che oggi gli standard di sicurezza sono enormi e infinitamente più alti di appena vent’anni fa.
    Tuttavia è la stessa “razionalità” ad insinuare forti dubbi correlati alla corruttibilità della nostra classe politica ed alla “qualità” dei lavori realizzati dalle aziende controllate dalla criminalità.
    Per questo, ma solo per questo, lo temo.
    Ringrazio Pietruccio per le esaurienti, pur se sintetiche, informazioni fornite.
    Ringrazio altresì “una tantum” per avere ben supportato il Topic con un dialettica piacevole e mai sconfinata nel volgare, che avrebbe meritato un nome in chiaro e non uno squallido anonimato.

  41. UNA TANTUM, torno al 09.02.14 – Riguardo alla tua inopportuna “insinuazione” , ti rispondo che da parte mia non vi è alcun atteggiamento (neanche vagamente) reverenziale nei confronti dell’Ing. Soraperra. Cercavo di esprimere solamente una considerazione di carattere generale (evidentemente da te non compresa) tendente a sottolineare che interventi su questo particolare argomento da parte di un “addetto ai lavori, un “professionista”, con conoscenze specifiche e approfondite sul particolare e complicato tema in dibattito, sono da considerarsi estremamente positivi, oltre che costruttivi e chiarificatori di numerosi aspetti forse oscuri o poco conosciuti dal grande pubblico . Poi, se questi interventi vengono effettuati, impostati e sviluppati , come in effetti lo sono quelli dell’Ing. Soraperra, in maniera pacata e senza alcuna polemica, sostenendo la propria causa senza offendere nessuno o denigrare le altrui posizioni, sono da apprezzare ancora di più. Piuttosto, mi è sembrato di cogliere in alcuni passaggi dei tuoi interventi alcuni accenni (neanche tanto sottili) sarcastici nei confronti dell’Ing. Soraperra. Io non nutro alcuna “sudditanza psicologica” nei confronti del “titolo”, evidentemente questo costituisce un problema per te, non per me. Non è certo colpa mia se Soraperra è laureato in Ingegneria Nucleare, e come tale scrive di un argomento che conosce naturalmente in maniera approfondita, basandosi su conoscenze scientifiche e tecniche che derivano dagli studi effettuati. Per quanto riguarda il taglio “paesano” del blog, come tu lo definisci , questa è una tua congettura, un tuo atteggiamento mentale; evidentemente anche questo è un problema tuo. Quindi, Una Tantum, tranquillizzati, non devi ringraziare nessuno, sono solo “chiacchierate” tra persone. E’ il nostro Paese (inteso in questo caso come Nazione) ad essere fuori tempo massimo, ai margini di un’Europa con ben oltre 400 centrali nucleari e con 13 centrali nel raggio di 200 Km. dai nostri confini.

  42. Sarà, mo è mej avè le centreli ai confin del paes che sotta chesa. Ansi ,se potessi fall, n’ faria custruì una d’fianc a chesa tua e n’altra vicin a quella d’l’ingenier, cussì vuria veda sa diristi tutti do.

  43. Perché le votazioni del PD sono state fatte al Circolo ARCI e non nella sezione loro ? Il capo ha preso anche il circolo oltre che la sezione ?

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