Almanacco del Giorno 10 Ottobre

10 Ottobre 2013

è ’ il 280° giorno dall’inizio dell’anno 2013.  Mancano 85 giorni per la fine del 2013

Proverbio del Giorno
Vento fresco, mare crespo

La LUNA – Leva: 13:02, Cala: 22:50 – Luna crescente

ora solare
Percorso del sole - grafico polare azimut elevazione

Si festeggia

San Daniele Comboni Vescovo
Limone del Garda (Brescia), 15 marzo 1831 – Khartum (Sudan), 10 ottobre 1881

Autunno 1857: partono per il Sudan cinque missionari mandati da don Nicola Mazza di Verona, educatore ed evangelizzatore. Fine 1859: tre di essi sono già morti, due rifugiati al Cairo, e a Verona torna sfinito il quinto. È Daniele Comboni, unico superstite degli otto figli dei giardinieri Luigi e Domenica, sacerdote dal 1854. Riflette a lungo su quel disastro e su tanti altri, giungendo a conclusioni che saranno poi la base di un “Piano”, redatto nel 1864 a Roma. In esso Comboni chiede che tutta la Chiesa si impegni per la formazione religiosa e la promozione umana di tutta l’Africa. Il “Piano”, con le sue audaci innovazioni, è lodatissimo, ma non decolla. Poi, per avversioni varie e per la morte di don Mazza (1865), Comboni si ritrova solo, impotente.
Ma non cambia. Votato alla “Nigrizia”, ne diventa la voce che denuncia all’Europa le sue piaghe, a partire dallo schiavismo, proibito ufficialmente, ma in pratica trionfante. Quest’uomo che sarà poi vescovo e vicario apostolico dell’Africa centrale, vive un duro abbandono, finché il sostegno del suo vescovo, Luigi di Canossa, gli consente di tornare in Africa nel 1867, con una trentina di persone, fra cui tre padri Camilliani e tre suore francesi, aiuti preziosi per i malati. Nasce al Cairo il campo-base per il balzo verso Sud. Nascono le scuole. E proprio lì, nel 1869, molti personaggi venuti all’inaugurazione del Canale di Suez scoprono la prima novità di Comboni: non solo ragazzi neri che studiano, ma maestre nere che insegnano. Inaudito. Ma lui l’aveva detto: “L’Africa si deve salvare con l’Africa”.
Poi si va a Sud: Khartum, El-Obeid, Santa Croce… Lui si divide tra Africa ed Europa, ha problemi interni duri. Ma “nulla si fa senza la croce”, ripete. Una croce per tutte: il suo confessore lo calunnia, e Comboni continua a fare la sua confessione a lui. Un leone che sa essere dolce. Uno che per gli africani è già santo, che strapazza i pascià, combatte gli schiavisti e serve i mendicanti. Da lui l’africano impara a tener alta la testa. Nell’autunno 1881 riprendono le epidemie: vaiolo, tifo fulminante, con strage di preti e suore in Khartum desolata. Comboni assiste i morenti, celebra i funerali, e infine muore nella casa circondata da una folla piangente. Ha 50 anni.
Poco dopo scoppia la rivolta anti-egiziana del Mahdi, che spazza via le missioni e distrugge la tomba di Comboni (solo alcuni resti verranno in seguito portati a Verona). Dall’Italia, dopo la sua morte, si chiede ai suoi di venir via, di cedere la missione. Risposta dall’Africa: “Siamo comboniani”. E non abbandonano l’Africa. Ci sono anche ai giorni nostri, in Africa e altrove. Ne muoiono ancora oggi. Intanto il Sudan ha la sua Chiesa, i suoi vescovi. E ora il suo patrono: Giovanni Paolo II ha proclamato beato Daniele Comboni nel 1996.
E’ stato canonizzato a Roma da Giovanni Paolo II il 5 ottobre 2003

 

 

Nati oggi
1813 – Giuseppe Verdi (199 anni fa): Nato a Roncole Verdi (frazione di Busseto, in provincia di Parma) e morto a Milano nel 1901. E’ stato uno dei più grandi compositori, autore di melodrammi famosi in tutto il mondo.
1945 – Edoardo Reja (67 anni fa): Nato a Lucinico, frazione di Gorizia (ma comune autonomo fino al 1927), è un ex calciatore italiano di origine slovena e poi allenatore.
1964 – Antonio Albanese (48 anni fa): Nato a Olginate, in provincia di Lecco, ma di origini siciliane, lavora nel mondo dello spettacolo come attore e comico.

Accadde oggi

1906 – Primo Nobel a un italiano (106 anni fa): «non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all’energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica». Con questa motivazione, nel 1906, l’Accademia svedese assegnò il “Premio Nobel per la Letteratura” a Giosuè Carducci.

Il poeta, originario del lucchese (nacque a Valdicastello, frazione del comune di Pietrasanta) fu il primo italiano a vedersi attribuito il prestigioso riconoscimento istituito nel 1901. A Carducci, che si spegnerà quattro mesi dopo, venne innanzitutto reso merito della preziosa opera di critica letteraria e di erudizione, che influenzerà generazioni e generazioni di scrittori e insegnanti.

Dalle Rime Nuove alle Odi Barbare la sua poesia fu sempre improntata alla massima purezza e alla solennità di stile, in ciò rinverdendo l’eredità dei classici greci e latini e della lirica rinascimentale.

La sua fu anche letteratura di impegno e di contestazione politica per il tradimento degli ideali risorgimentali. Eletto al Senato nel 1890, si batté soprattutto in favore degli insegnanti e per il ruolo centrale della scuola nella società italiana.

Il Nobel per la letteratura è stato assegnato altre cinque volte all’Italia: Grazia Deledda (nel 1926, prima e unica donna italiana a riceverlo), Luigi Pirandello (1934), Salvatore Quasimodo (1959), Eugenio Montale (1975) e Dario Fo (1997).
1906: nasce R.K. Narayan, scrittore indiano, tra i più conosciuti autori indiani in lingua inglese. La sua peculiarità consiste nell’essere cantore di un mondo che, pur non chiudendosi al Moderno, resta sempre profondamente orgoglioso della propria identità e del proprio patrimonio culturale.
1986: un terremoto del grado 7,5 della Scala Richter colpisce San Salvador facendo circa 1500 vittime.

 

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