Viaggio negli inverni più freddi del passato: ecco quelli del 1400!

Gli inverni che caratterizzarono la prima fase della piccola era glaciale.
Si parla tanto in questi giorni ( spesso a sproposito) di inverno del secolo quello imminente ancora è troppo presto per avventurarci in qualsiasi tendenza basata su dati certi, ma da oggi iniziamo un viaggio a ritroso nel tempo per scoprire come è iniziata e sviluppata la proverbiale PEG ( piccola era glaciale) buona lettura.

 

Il brusco raffreddamento del clima che caratterizzò il periodo tra il 1450 ed il 1850 prende il nome di Piccola Era Glaciale ed interessò soprattutto l’emisfero boreale.

 

 

 

Naturalmente non c’erano i termometri e la nutrita schiera di stazioni meteorologiche pronte a registrare ogni dato di quelle stagioni tanto fredde, ma a parlare sono naturalmente gli scritti e i dipinti.

 

Uno degli inverni più crudi di cui si ha testimonianza nel 1400 è quello del 1407-1408, in cui i ghiacci polari pare si siano spinti sin nel nord della Scozia e il Tamigi a Londra gelò per ben 14 settimane consecutive. Persino in Valpadana il freddo si manifestò in modo eccezionalmente intenso, arrivando a registrare temperature probabilmente prossime ai -30°C, con tanti morti per assideramento anche nelle case, naturalmente gelate all’inverosimile.

La circolazione atmosferica dominante in quegli inverni probabilmente era caratterizzata dalla presenza dell’anticiclone russo-siberiano, che spingeva da est verso ovest un freddo pellicolare davvero estremo, favorendo la formazione di depressioni in ambito mediterraneo, che davano luogo a nevicate estese anche sulle zone costiere.

Un altro inverno particolarmente rigido fu quello del 1431-1432con il Polo gelato per oltre 2 mesi e la Laguna di Venezia utilizzata per trasportare carri via mare (gelato) da Mestre a Venezia. Notevole e preziosa la documentazione che riguarda il nord Italia relativa anche all’inverno del 1448-49, che parla di nevicate copiose e di altezza della neve anche prossima ai 2 metri.

La serie degli inverni freddi proseguì anche negli anni successivi, specie dal 1455 in avanti, quando ogni anno gelavano per gran parte del gennaio e del febbraio tutti i fiumi del settentrione.  Da notare in Francia l’invernata terribile del 1468-69, con il vino che ghiacciò nelle botti. Altro inverno terribile fu quello del 1481-82 in Valpadana, raccontato come nevoso all’inverosimile, soprattutto nel mese di febbraio.

Nemmeno 10 anni dopo ecco rigelare la Laguna Veneta stabilmente, così come Arno e Po. Grande nevicata a Venezia con ben 12 giorni di fiocchi pressochè senza sosta. Addirittura il primo giugno 1491 nevicò abbondantemente a Bologna con oltre 30cm stimati di accumulo e nella stagione successiva nel 1492-93 Firenze rimase paralizzata per settimane dalla neve. Infine nell’inverno del 1493-94 gelò il porto di Genova.

Fine prima parte

 

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