Quest’anno l’estate potrebbe partire in forte ritardo: ecco i motivi

pressione giugno 2013temp giugno 2013piogge giugno 2013Manca ancora un mese all’inizio dell’estate meteorologica che, come è noto, debutta il 1° giugno. Nonostante abbiamo di fronte ancora diverse settimane, inizia proprio in questo periodo a farsi sempre più insistente la richiesta su come potrebbe essere la nuova stagione.  la proiezione che viene fornita da un modello climato il mese di giugno, dal momento che siamo obbligati alla massima cautela dal momento che siamo consapevoli che stiamo parlando di un metodo “previsionale” che è  ancora di natura prettamente sperimentale e che dovrà essere ancora perfezionato negli anni avvenire.

Ci limiteremo, di conseguenza, a fare solo delle considerazioni ed a valutare la proiezione essenzialmente in base alla magnitudo ed all’estensione delle anomalie di tre parametri che riteniamo i più importanti: la pressione al suolo, la temperatura alla quota isobarica di 850 hPa e la precipitazione. L’anomalia è calcolata rispetto al periodo 1982-2009.

L’anomalia della  pressione al suolo (fig. 1) – Il modello CFS, per il mese di giugno, evidenzia una distribuzione dell’anomalia barica disposta lungo i paralleli, con una pressione mediamente più alta del normale a latitudini elevate (oltre il 50° parallelo) e più bassa del normale alle latitudini mediterranee. Ovviamente, questa disposizione dell’anomalia non significa che le due fasce latitudinali saranno insistentemente e rispettivamente occupate da un campo anticiclonico e da un campo depressionario ma che, per sommi capi, l’anomalia stessa sarebbe legata ai seguenti due casi che rappresentano quelli più semplici da schematizzare:

1) potrebbe essere solo più frequente, nel corso di tutto il mese, la presenza di un campo di alta pressione alle alte latitudini e di bassa pressione alle basse latitudini;

2) per un certo periodo di giugno, sufficiente lungo, potrebbe crearsi un forte anticiclone di blocco alle alte latitudini e, ai margini di questo periodo, una fase dominata da un pattern sinottico più dinamico che andrebbe a smorzare il segnale marcatamente anomalo precedente. In pratica, l’anomalia andrebbe interpretata come quel che resta di una situazione “estrema”.

Indipendentemente da ciò, resta comunque il fatto che una tale distribuzione delle anomalie faciliterebbe in diversa maniera, nel mese di giugno, una certa propensione ai moti di retrogressione di gocce fredde e, di conseguenza, ad un certo mantenimento nel tempo di condizioni di instabilità per aria fresca proveniente in genere dai quadranti orientali.

L’anomalia del campo di temperatura a 850 hPa (fig. 2) – A seguito della situazione descritta in precedenza e della circolazione atmosferica che da tale anomalia barica potrebbe scaturire, il modello inquadra un campo di temperatura a 850 hPa che potrebbe essere inferiore alla media del periodo su una vasta area, con il segnale negativo più forte (che si traduce con “più freddo della norma”) sull’area Mediterranea. Tralasciamo volutamente il valore indicato dell’anomalia.

L’anomalia delle precipitazioni (fig. 3) – Anche in questo caso, ci troviamo di fronte ad una conseguenza della distribuzione dell’anomalia del campo di pressione. Dalla proiezione del modello emerge che l’area balcanica e del Mediterraneo vedrebbero precipitazioni superiori alla media: un mese di giugno più piovoso potrebbe essere in questo caso dovuto, proprio in virtù di quanto detto nell’analisi della prima figura, ad una maggiore attività temporalesca innescata da uno stato nel complesso più instabile dell’atmosfera, a causa di una probabile insistenza di correnti fresche orientali. Tralasciamo volutamente il valore indicato dell’anomalia.

Discussione finale – L’approccio del tutto sperimentale con cui bisogna avvicinarsi a questo tipo di proiezioni mensili e/o stagionali invita ovviamente alla prudenza ed a prendere quanto detto soprattutto come ipotesi. Il grado di affidabilità può ovviamente variare tra un mese e l’altro e, in modo particolare, questo potrebbe essere molto basso nel momento in cui il modello non scorge un segnale dominante, vale a dire un’anomalia che abbia una magnitudo ed un’estensione tale da far supporre che possa essere veritiera. Cosa che invece avviene in questo caso: per il mese di giugno, per quanto riguarda l’analisi delle anomalie dei campi proposti (soprattutto quello della pressione e della temperatura), ci troviamo di fronte ad un segnale sicuramente non trascurabile, sia per quanto riguarda l’intensità dell’anomalia che per quanto riguarda la sua estensione.

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