Stop dato dalla Regione Puglia al gasdotto

Buongiorno,
sotto l’articolo del Corriere Salentino in cui si parla dello stop
dato dalla Regione Puglia al gasdotto TAP (trans adriatic pipeline) il
tubo che dovrebbe servire ad alimentare poi il gasdotto Brindisi
Minerbio e far diventare il nostro paese il famoso “Hub del gas”.
Sotto ancora il comunicato del Comitato No TAP.

Distinti Saluti

Corriere Salentino
TAP, lo schiaffo della regione al megagasdotto di San Foca
on 11 Settembre 2012 20:43.

La Regione Puglia sbatte la porta in faccia a Tap. Il Comitato Via
regionale, infatti, ha dato oggi parere sfavorevole al progetto del
megagasdotto che dovrebbe trasportare il gas azero fino a San Foca.
“Un intervento fortemente impattante per il territorio eppure
corredato di una documentazione non sufficientemente dettagliata in
ordine alle conseguenze che lo stesso avrebbe per il territorio, in
relazione alle realtà paesaggistico-ambientali e storico-culturali del
Canale d’Otranto e del territorio nel Comune di Melendugno, che
insieme al comune di Vernole avevano espresso parere sfavorevole
all’opera. Il comitato ha fatto sue le perplessità contenute nei
pareri dei Comuni e delle osservazioni della ConfCommercio di Lecce e
dell’associazione Tramontana (Melendugno) esprimendo parere negativo
nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale incardinata
presso il Ministro competente”.  La comunicazione è arrivata
dall’Assessore alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro. Dunque,
Tap bocciata a Bari e rimandata a Roma. Il parere della Regione,
infatti, pur essendo di rilevanza fondamentale, rimane
endoprocedimentale: a decidere sarà innanzitutto il Ministero dello
Sviluppo Economico, su indicazioni di quello dell’Ambiente.
Ciononostante, via Capruzzi ci è andata giù pesante. “La carente
documentazione tecnica, soprattutto in relazione al terminale di
ricezione e riduzione della pressione del gas con capacità prevista di
20mld di mc all’anno e che interesse un’area di 92mila mq, oltre che
valutazioni non sufficientemente convincenti sulle scelte di
localizzazione, di impiego delle tecnologie, hanno determinato questa
scelta. In particolare – prosegue Nicastro – i rischi di incidente
rilevante dell’impianto progettato, l’ipotesi della realizzazione di
una centrale termoelettrica a gas a ridosso dell’impianto con le
ricadute sul territorio in termini di sicurezza, l’impatto del
gasdotto sull’Ecomuseo di Acquarica e sulla Riserva Naturale Statale
“Le Cesine”, l’attraversamento di zone ricche di Posidonia Oceanica e
Cymodocea oltre che di aree individuate come di nidificazione della
tartaruga caretta caretta hanno rafforzato la convinzione che
l’impianto sia dannoso per il territorio”.
E poi la stoccata al Governo centrale, che finora ha dimostrato prima
chiusura netta e poi apertura vertiginosa nei confronti della Trans
Adriatic Pipeline, consorzio che raggruppa la svizzera Egl, la
norvegese Statoil e la tedesca E.ON Ruhrgas. “Infine- scrive Nicastro-
le valutazioni espresse dal soggetto presentatore in relazione alla
diversificazione delle fonti energetiche in una ottica strategica per
il nostro Paese appaiono in contraddizione sia con le autorizzazioni
concesse per le prospezioni sismiche in Adriatico sia con l’attuale
situazione della nostra Regione che, proprio in quelle aree, ha degli
impianti di produzione energetica da fonti fossili a forte impatto
ambientale. Il nuovo impianto si aggiungerebbe agli esistenti con un
aumento delle emissioni. Il tutto in una Puglia che, lo ripetiamo
ancora una volta, ha già dato molto, in termini di diversificazione
energetica, con le rinnovabili. Molte delle perplessità dei tecnici
del Comitato Via regionale erano già state sollevate dal Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e non superate
dalla documentazione prodotta dall’azienda, priva di un progetto
definitivo da valutare come previsto dalla legge. La Puglia dice di no
al TAP sulla base dell’esigenza di tutelare il proprio territorio da
una aggressione su più fronti in nome di una autonomia energetica del
paese che ha tutto il sapore di una corsa allo sfruttamento esasperato
delle fonti fossili. Da tempo abbiamo fatto scelte diverse e
intendiamo perseguirle”.

COMITATO NO TAP! Salviamo la COSTA del SALENTO dal MEGA GASDOTTO TAP!
Il Comitato No Tap è soddisfatto della presa di posizione della
Regione Puglia, assunta attraverso il parere della Commissione V.I.A.
Un risultato impensabile all’inizio della nostra battaglia, ottenuto
anche grazie alle controdeduzioni formulate dall’Associazione
Tramontana in stretta collaborazione con lo stesso Comitato e dalla
volontà popolare che ci ha sostenuto (e rafforzati dalle 5000 firme
finora raccolte).
Il lavoro del Comitato comunque va avanti:
il prossimo obiettivo è di fare pressione a livello ministeriale,
allargando il nostro ambito di azione, ancor più stimolati a non
permettere che l’interesse di pochi abbia la meglio sulla collettività
e sul nostro territorio.
Comitato No Tap

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